In questo mese di Maggio che la devozione cattolica consacra alla Vergine  Maria  è opportuno presentare dei modelli di riferimento di nostri contemporanei particolarmente legati a Maria Santissima.  Ai nostri recenti giorni, molto devoto alla Madonna è stato il giovanissimo Carlo Acutis (1991-2006), morto, ad appena 15 anni di età a causa di una leucemia fulminante, in concetto di santità perché ha offerto la sua vita per il papa e per la Chiesa. Nato a Londra il 13 maggio 1991 da Andrea e Antonia Salzano, entrambi ricchissimi, che si trovavano nella capitale inglese perché lavoravano nel mondo dell’alta finanza ed il 18 maggio riceve il battesimo in una chiesa intitolata alla Madonna di Fatima che si festeggia esattamente il giorno della sua nascita dopo qualche mese rientra con la sua famiglia a Milano. Molto intelligente, ma non secchione, era particolarmente portato verso l’informatica, tanto che sia i suoi …

… amici che gli adulti lo consideravano un genio in questo campo. A soli sette anni riceve la prima comunione nel monastero delle Romite di S. Ambrogio ad Nemus, di Perego, e da allora sempre più alimenta un grande amore al Santissimo Sacramento dell’Altare.

Frequenta le scuole della elite benestante di Milano, le elementari e le medie presso le suore Marcelline ed il liceo Classico Leone XIII gestito dalla Compagnia di Gesù.

Carlo è affettuoso, vuole molto bene ai suoi nonni ed ai suoi genitori, pur essendo ricco non fa assolutamente mai sentire sugli altri alcun complesso di superiorità dovuto alla sua estrazione sociale ma è estremamente alla mano ed affabile con tutti, iniziando dai domestici di casa fino ai mendicanti lungo la strada.

Ha un temperamento di base socievole ed attira facilmente le simpatie altrui per la sua gentilezza e bontà. Viene educato in ambienti profondamente cristiani, ma è lui che sceglie liberamente di seguire Cristo e di vivere da ragazzo cattolico, andando controcorrente contro la mentalità di oggi che è corrotta. E’ fondamentale per Carlo accostarsi quotidianamente all’Eucarestia, in particolare si comunica tutti i primi venerdì del mese.

Ogni giorno recita il santo rosario in onore della Vergine. I suoi compagni sono concordi nell’affermare che Carlo è stato un vero annunciatore di Gesù e testimone del Vangelo spesso parla del rischio di potersi perdere con il peccato mortale nella dannazione eterna. Verso i cinque anni  durante un pellegrinaggio a Pompei, si consacra alla Madonna del Rosario e da allora inizia con i suoi parenti a recitarlo regolarmente. Nel percorso spirituale di Carlo la devozione mariana è stata fondamentale ed aveva accresciuto in lui il desiderio di recarsi a Fatima, luogo del Portogallo dove la Madonna era apparsa ai tre pastorelli.

Nel 2006, pochi mesi prima della sua morte, i suoi genitori lo accontentano. Poco dopo aver compiuto questo pellegrinaggio, Carlo si ammala e dietro a quella che appariva in un primo momento come una banalissima influenza si nasconde una leucemia fulminante. Qualche giorno prima di essere ricoverato in ospedale afferma risoluto: “ Offro tutte le sofferenze che dovrò patire al Signore per il Papa e per la Chiesa… e per andare diritto in cielo”. Stroncato da un’emorragia cerebrale, muore il 12 ottobre 2006.

Don Marcello Stanzione

da Pontifex.roma.it