ROMA, giovedì, 10 dicembre 2009 (ZENIT.org).- “Io sono convinto che la realtà della vita quotidiana della nostra gente è molto più impregnata di cristianesimo di quello che spesso emerga dall’immagine che ne danno i mezzi di comunicazione”. E’ quanto ha dichiarato questo giovedì alla Radio Vaticana il Cardinale Camillo Ruini.

In una intervista all’emittente pontificia il porporato ha illustrato le tematiche al centro del convegno internazionale promosso dal Comitato per il Progetto culturale della Conferenza Episcopale Italiana, dal titolo “Dio oggi. Con Lui o senza di Lui cambia tutto”, che si è aperto questo giovedì pomeriggio a Roma.

Innanzitutto il Cardinale Ruini si è soffermato sull’importanza della cultura nella vita della Chiesa, aggiungendo poi che “la presenza cristiana nella cultura è essenziale per l’evangelizzazione” e anzi che l’evangelizzazione della cultura italiana “non solo è possibile, ma […] quanto mai necessaria”.

“L’evangelizzazione è capace di penetrare ogni cultura e tanto più può penetrare una cultura come quella italiana di oggi – ha proseguito –, che ha radici cristiane profonde, che nasce in buona parte dal cristianesimo, anche se – per certe sue tendenze – sembra allontanarsi dal cristianesimo stesso”.

Con uno sguardo al futuro, il porporato ha quindi sottolineato che l’evangelizzazione “non sarà possibile se non ci saranno tanti laici evangelizzatori, che con la loro testimonianza di vita ed anche con la loro capacità di proporre le ragioni della fede possano fare un apostolato capillare negli ambienti in cui vivono”.

Successivamente, il Cardinale Ruini ha quindi rivolto un inviato ai mezzi di comunicazione ad “ascoltare e vedere la realtà della vita, che non è soltanto rappresentata dalle deviazioni, dalle cose brutte che purtroppo avvengono e che sono sempre avvenute, ma c’è anche tanto di positivo nella vita”.

“C’è anche una adesione a Dio, una ricerca di Dio anche in coloro che, magari nella loro vita, non riescono sempre ad essere coerenti”, ha aggiunto.

Infine, per quanto riguarda le aspettative sulla tre giorni di lavori, il porporato ha affermato che il convegno sarà una occasione “per renderci conto che non solo da un punto di vista del credente, ma anche dal punto di vista dell’uomo che cerca di essere razionale, la domanda su Dio si impone oggi così come si è sempre imposta nel passato”.