L’Arcivescovo di Caracas reagisce alla nuova legge sull’educazione religiosa

CARACAS, giovedì, 30 luglio 2009 (ZENIT.org).- L’educazione religiosa “è un diritto che è già stato consacrato”, e un’istruzione pluralista e nazionalista non può andare “a detrimento di questi diritti”.

Lo ha affermato questo mercoledì l’Arcivescovo di Caracas, il Cardinale Jorge Urosa Sabino, rispondendo alle dichiarazioni del Ministro dell’Istruzione venezuelano, Héctor Navarro, sulla Legge Organica sull’Istruzione, che esclude l’insegnamento della religione nelle scuole pubbliche del Paese.

Secondo il Ministro, l’insegnamento di una religione particolare porterebbe a “non rispettare il credo di altre religioni”.

La Legge Organica sull’Istruzione è stata presentata questo mercoledì nel Teatro Municipale di Valencia e prevede che il processo educativo sia assunto con “una visione democratica basata su principi di libertà di coscienza, solidarietà, tolleranza, rispetto e giustizia”.

La legge cercherà di sottolineare l’educazione ambientale, linguistica, storica e geografica, perché secondo alcuni suoi sostenitori questi elementi “sono legati alla sovranità del Paese”.

Il Cardinale ha esortato a “mantenere l’educazione religiosa in base all’orientamento dei genitori e degli alunni che studiano in una determinata scuola”.

“Le legge attuale non deve lasciare indietro quella conquista, che non è altro che il riconoscimento della necessità che il popolo venezuelano abbia una formazione religiosa”, ha spiegato l’Arcivescovo di Caracas.

Nella nuova legge sull’istruzione, ha osservato, è importante che “si tenga conto non solo del pluralismo democratico, dell’apertura della legge a tutte le correnti di pensiero, del diritto e della responsabilità della famiglia”, ma anche che “lo Stato non sia un fattore unico dell’istruzione, che non ci sia un monopolio dell’istruzione da parte sua”.

Allo stesso modo, ha esortato l’Associazione Venezuelana per l’Educazione Cattolica e tutte le istituzioni e le famiglie del Venezuela “a mobilitarsi e a manifestare il proprio desiderio che nella nuova Legge sull’Istruzione si mantenga l’educazione religiosa nelle scuole e all’interno dell’orario scolastico”.