Nell’apertura a Milano della Conferenza nazionale della Famiglia

ROMA, lunedì, 8 novembre 2010 (ZENIT.org).- Sulla famiglia non bastano i proclami serve un impegno quotidiano e una alleanza tra tutte le forze politiche. Lo ha detto questo lunedì l’Arcivescovo di Milano, il Cardinale Dionigi Tettamanzi, nel suo discorso di saluto alla Conferenza nazionale sul tema: “Famiglia, storia e futuro di tutti”, apertasi quest’oggi nel capoluogo lombardo.

La tre giorni di confronto, organizzata dal Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, unitamente all’Osservatorio Nazionale e al relativo Comitato Tecnico Scientifico, costituisce un’occasione di incontro tra le amministrazioni pubbliche centrali, regionali e locali, le associazioni, il privato sociale, le imprese, le organizzazioni dei lavoratori e tutte le realtà interessate alle tematiche familiari.

L’intento è quello di realizzare un’ampia consultazione tra tutte le forze coinvolte, finalizzata ad arricchire il lavoro di formulazione del Piano Nazionale delle politiche per la famiglia che il Governo punta a emanare nei primi mesi del 2011.

Nel suo intervento il Cardinale Tettamanzi ha detto che “non basta la semplice proclamazione di valori, impegni e mete, ma serve il lavoro quotidiano sulle condizioni concrete perché i valori che tutti proclamano siano resi concreti sulla rete delle famiglie”.

“È necessaria una grande alleanza tra tutte le forze politiche, culturali, imprenditoriali, associative, che possano occuparsi della famiglia”, ha aggiunto.

“Ciò che caratterizza l’impegno politico, certo faticoso – ha continuato –, e ciò che gli fa acquistare la sua specificità, è il lavoro quotidiano sulle condizioni concrete perché questi valori da tutti proclamati siano realmente compresi, ma soprattutto concretamente resi vivibili da parte della totalità delle nostre famiglie”.

Oggi, invece, “nelle difficoltà la famiglia è spesso lasciata sola” e sono soprattutto le donne a pagare il prezzo più alto.

Al contrario, ha concluso l’Arcivescovo di Milano, “i diritti delle famiglie deboli non sono diritti deboli, tutt’altro, e in questo tutt’altro è contenuto lo sforzo che deve compiere questa conferenza”.