SAN PAOLO, giovedì, 24 giugno 2010 (ZENIT.org).- “La buona  formazione nella Dottrina Sociale della Chiesa è indispensabile per l’azione del laicato come ‘sale della terra e luce del mondo'”.

E’ l’indicazione che l’Arcivescovo di San Paolo (Brasile), il Cardinale Odilo Scherer, ha lanciato in occasione della fine della prima fase, in questo mese di giugno, del I Congresso dei Laici dell’Arcidiocesi, evento che si svolge durante tutto l’anno.

La prima tappa del Congresso è stata un momento di riflessione sulla vocazione e la missione del cristiano laico nella Chiesa e nel mondo.

“A San Paolo dobbiamo ringraziare molto i laici”, ha affermato il Cardinale in un articolo pubblicato nell’edizione di questa settimana della rivista arcidiocesana “O São Paulo“.

“Allo stesso tempo, constatiamo un preoccupante deficit nell’evangelizzazione di buona parte dei laici, che sono stati appena battezzati, ma non hanno mai avuto un’esperienza profonda della loro fede cattolica, né si identificano molto con la Chiesa”.

A San Paolo, ha spiegato il Cardinale, i cristiani laici vivono in un “contesto di città grande, con enormi contrasti sociali ed economici, carenze ed esclusioni, sfide di ogni tipo”.

“E’ in questo campo di missione che sono chiamati ad essere luce, sale e lievito del Vangelo di Gesù Cristo, e a collaborare, con altri gruppi sociali, per il miglioramento della città terrena”.

“I laici sono apostoli del Vangelo nel vasto mondo della famiglia e delle relazioni umane di base, del lavoro e delle attività economiche, delle relazioni culturali e politiche”, ha dichiarato.

Secondo il porporato, “con il discernimento, la creatività e gli atteggiamenti ispirati al Vangelo del Regno di Dio possono e devono dare il proprio contributo affinché la convivenza umana sia sempre più conforme al sogno di Dio per il mondo e la vita umana”.

Per le fasi future del Congresso dei Laici, che comprendono l’elaborazione di progetti di azione missionaria del laicato, negli ambiti ecclesiali e nella socità, “bisogna tener conto di due questioni importanti: l’organizzazione del laicato e la sua formazione”, ha aggiunto.

Riconoscendo il valore delle molte espressioni organizzative dei laici già esistenti nella vita ecclesiale, monsignor Scherer ha detto che è “auspicabile che i laici si organizzino in base ad affinità socio-culturali e per categorie professionali”.

Ciò, infatti, “darà la possibilità di ricevere una formazione specifica più accurata”.

“La formazione dei laici è davvero estremamente necessaria perché abbiano la mistica del Vangelo e chiarezza sufficiente sugli orientamenti della Chiesa riguardo alle questioni che devono affrontare”, ha sottolineato.

In questo senso, il Cardinale ha rimarcato proprio l’importanza di una “buona formazione nella Dottrina Sociale della Chiesa”.