di Marialuisa Viglione

ROMA, venerdì, 1 gennaio 2010 (ZENIT.org).- A 400 anni dalla morte di Caravaggio (1610), registi, autori, scrittori, critici d’arte e semplici fan gli rendono omaggio: con un libro, con un film, con mostre ad hoc, o – chi se lo può permettere – visitando i musei del mondo che custodiscono i suoi capolavori.

Ma c’è un modo più facile per conoscere la figura di questo straordinario artista. Tutte le immagini che lo riguardano sono pubblicate nel libro di Rodolfo Papa “Lo stupore nell‘arte. Caravaggio”, fresco di stampa, edito dalla casa editrice Arsenale.

Lo storico dell’arte ci aiuta ad approfondire in 336 pagine la complessità dell’artista mettendoci a disposizione vita, relazioni e opere, in un libro facile da leggere, sia per lo stile discorsivo, sia perché ci troviamo di fronte tutti i quadri di cui si parla.

E non solo i capolavori di Caravaggio, ma anche dei maestri suoi contemporanei e di quelli antichi da cui l’artista ha attinto per ripresentare quegli stessi segni in modo unico.

Le immagini sono straordinarie e raccontate nei dettagli iconografici storici e teologici, con riferimenti alla storia dell‘arte e alla simbologia cristiana. L’approccio è scientifico e innovativo

L’autore descrive anche per filo e per segno la vita e gli incontri, gli scontri dell’artista. C’è tanto materiale per la sceneggiatura di un film.

Secondo Papa – documenti d’archivio alla mano e lettura dell’opera da parte di uno storico-teologo – Caravaggio ha molto da dire ai pittori e ai cristiani di sempre.

Il suo lavoro è coltissimo, ripropone i segni della Sistina (le mani di Dio e di Adamo), della Pietà e di tante altre opere, rilette in chiave moderna e naturalistica e rinnovate in un nuovo modo di intendere la pittura, rafforzando il messaggio della Chiesa.

Il suo operare rientra nell’ambito della catechesi della Controriforma.

Allora perché la leggenda nera sull’artista? Invidie, incomprensioni dei contemporanei manieristi,  e necessità di creare un personaggio con le caratteristiche del “genio e sregolatezza”.

Un Caravaggio non vero, ma che deve sottostare alla cultura dominante dei vari secoli.

Leggere questo libro significa capire chi era davvero questo pittore: dai primi tempi a Milano, alla collaborazione con le botteghe di Roma, sino alla creazione di quello che è poi diventato, amato, pagatissimo, pieno di zelo per affermare la dottrina cattolica con le immagini.

“La cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi – spiega Papa – è il trionfo del cattolicesimo, del rapporto tra la libertà e la grazia, negato, all’epoca, dai protestanti. E rappresenta a Roma la conversione al cattolicesimo di Enrico IV, ugonotto”.

L’assassino di Matteo è lo stesso Adamo della Cappella Sistina, in piedi, tracotante, pieno di superbia: rappresenta il peccato originale, che ostacola la grazia, trattenendo la mano del santo.

Matteo quando scrive il Vangelo ha i piedi che barcollano, non è sicuro, ma la mente è liberamente volta al cielo, in attesa di ispirazione, della grazia.

C’è anche tutta l’interpretazione che 16 anni fa lo stesso Rodolfo Papa ha fatto di Isacco e l’ariete, fino a quel periodo considerato il San Giovannino.

L’autore spiega con i documenti, ma soprattutto con la lettura attenta del dipinto, perché quello è Isacco.

Proprio come scrisse Sant’Agostino, che Caravaggio conosceva bene: è la rappresentazione di Cristo  nell’abbraccio tra Isacco (la vita) e l’ariete (la morte).

E poi anche i giochi, i divertimenti del Caravaggio, dal Bacchino malato, al cesto di frutta, a Bacco che invita il principe astemio a bere nel calice.

La novità è che questo volume raccoglie tutti gli interventi approfonditi di Rodolfo Papa sull’opera e la vita di Caravaggio.

Il successo di questo genio della pittura? In tutta la vita cerca di dipingere la verità. I suoi lavori, che ci appaiono così naturali e spontanei, sono frutto di studio, di riletture dei grandi che lo precedettero.

E’ un artista-teologo che cerca di spiegare con immagini chi è Gesù, cosa significa grazia e quale rapporto ha con la libertà, il mistero della resurrezione, il rapporto vita e morte nella Deposizione, un artista che vuole rappresentare la Vergine con fede, dottrina profondissima e creatività nuova.

Leggere il libro di Papa significa penetrare Caravaggio nella sua genialità e  anche la dottrina cattolica.