di Domenico Bonvegna

Il X capitolo del libro I Cancelli d’Europa, di Giorgio Zauli, pubblicato da Ares ( www.ares.mi.it ) riflette sull’importanza nella Storia degli uomini provvidenziali che possono essere metà santi e metà eroi, comparsi a volte prodigiosamente nel luogo e nel momento del bisogno.

Ma contro una minaccia esterna o interna alla civiltà occidentale, scrive Zauli ci fu sempre e comunque il Vescovo di Roma con le sue gerarchie, i vari e diversissimi ordini religiosi, i valorosi ordini monastico-cavallereschi, i suoi santi e beati.

Il segreto di questa invincibilità parte dalla morte e dalla Risurrezione di quel Nazareno, autore della più grande, anzi dell’unica vera rivoluzione socio-culturale di tutta la storia dell’umanità.

Chiaramente Zauli in questo ottimo libro che dovrebbe essere utilizzato come sussidio nelle nostre scuole, fa delle sintesi sugli avvenimenti e sugli uomini e donne che hanno costruito la nostra civiltà, per gli approfondimenti rimanda all’abbondante bibliografia esistente, lui stesso ne propone una significativo elenco a pagina 175.

Cadono i cancelli e siamo alla prima guerra mondiale. E’ un periodo della storia tra i più caotici, sia per il veloce sviluppo industriale, sia per il diffondersi di ideali anarco-socialisti. Per le numerose scoperte in tutti i campi del sapere, dilagava l’ottimismo e la fede nel Progresso. In punta di piedi però il mondo scivola in una guerra spietata e sanguinosa, una guerra totale, per la prima volta nella storia, la popolazione civile viene coinvolta nella guerra che ha causato milioni di vittime militari e non.

Anche Zauli registra la caduta degli imperi, cancellati, proprio perchè rappresentavano la tradizione, la continuità col passato, il legame indissolubile con le religioni. Colpito in particolare l’impero austro-ungarico dell’ultimo imperatore il beato Carlo I, erede del Sacro Romano Impero. La caduta degli Imperi, – scrive Zauli – cancellati in nome delle ragioni della modernità e del progresso, e l’emarginazione delle religioni dalla vita civile, rappresentò il vero cedimento dei provvidi “cancelli”, alzati nei secoli a difesa dell’Europa e gli esiti nefasti non tardarono a manifestarsi.

In pratica la caduta degli imperi aprì la strada agli innumerevoli genocidi del 900 causati dal socialcomunismo, dal nazismo e da tutti gli ismi.

Infatti il capitolo XII è dedicato agli imperi del male. Caduti i ‘cancelli’, l’Europa assistette alla nascita di due disumane dittature, diverse nelle premesse, simili negli effetti: l’Unione delle repubbliche Socialiste Sovietiche (Urss) e il Terzo Reich.

Molto è stato scritto sulla più longeva tra le dittature della Storia (74 anni, dal 1917 al 1991) e, probabilmente, anche la più feroce (decine di milioni di vittime). E sebbene ancora ostinatamente alcuni cercano di distinguere una improbabile dottrina pura e pulita dalla sua deficitaria applicazione pratica, Zauli ribadisce alcuni concetti dell’ideologia marxista leninista, dove il male era già intrinseco: la nostra passione è distruggere, non edificare, scriveva Bakunin. L’esperienza comunista fallì su tutti i piani, come è ormai dimostrato dalla maggior parte degli storici.

Se l’Urss è caduta per il fallimento della sfida economica con l’Occidente, l’insuccesso decisivo è stato nel mancato conseguimento dell’obiettivo principale della rivoluzione comunista: la creazione dell’uomo nuovo.

Zauli però ricorda che la più pesante eredità del comunismo oggi è la disgregazione delle coscienze causata in generazioni di Russi, e non solo di Russi perché il metodo della menzogna e del pregiudizio ideologico sulla realtà si sono trasferiti, per esempio, nell’ambientalismo, , nel terzomondismo, nel laicismo, nel vago umanitarismo, nel sincretismo, nel neopaganesimo… Odierni, ambiti vuoti e nichilisti.

Il comunismo ha creato guasti devastanti e duraturi, forse irreparabili, soprattutto nei Paesi ove riuscirono ad attecchire grandi partiti, fratelli (o servi) di quello sovietico, come quello italiano. Qual’è il risultato? Che ancora oggi, nonostante tutto, un film di denuncia dello stalinismo come Katyn, viene rifiutato dai principali circuiti cinematografici, i libri di Giampaolo Pansa sulla Resistenza, devono essere presentati sotto scorta delle forze dell’ordine, infine un grandissimo scrittore come Eugenio Corti, dichiarato anticomunista, è più conosciuto all’estero che nel suo Paese.

Nonostante governi da molti anni il centrodestra, ad ogni livello sussiste una sorta di ‘soccorso rosso’ organizzato, pronto non solo ad aiutare, difendere, favorire, lanciare i ‘buoni compagni’ in tutti i campi, ma anche a ostacolare, emarginare, soffocare chi la pensa diversamente.

Domenico Bonvegna
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