«Amministrative». Indicazioniobbligatoriedelcardinalealclero

Tratto da Avvenire – Bologna 7 di domenica 2 gennaio 2011

In vista della prossima campagna elettorale per le elezioni amministrative della città capoluogo, il cardinale Caffarra ha inviato una lettera ai parroci, rettori di chiese e superiori religiosi dell’Arcidiocesi di Bologna. Carissimo, nell’anno che inizia domani, la nostra città di Bologna dovrà eleggere il nuovo Sindaco. Data l’importanza della cosa e l’avvicinarsi della campagna elettorale vera e propria, ho ritenuto mio grave dovere offrirvi alcuni obbligatori orientamenti. Essi non sono solo motivati da precise distinzioni costituzionalmente tracciate. Ma ancor più dal fatto che «alla struttura fondamentale del cristianesimo appartiene la distinzione tra ciò che è di Cesare e ciò che è di Dio (cf Mt 22, 21), cioè la distinzione tra Stato e Chiesa o, come dice il Concilio Vaticano II, l’autonomia delle realtà temporali» [Benedetto XVI, Lett. Enc. Deus caritas est, 28 a)]. Sono sicuro che nessuno di voi disobbedirà a queste disposizioni.

1. Noi sacerdoti dobbiamo rimanere completamente fuori dal dibattito e dall’impegno politico pre-elettorale, astenendoci assolutamente dall’appoggiare qualsiasi partito o schieramento politico o candidato sindaco. Questa esigenza è fondata sulla natura stessa del nostro ministero. «Infatti, pur essendo queste cose buone in se stesse, tuttavia sono aliene dallo stato clericale, in quanto possono costituire un grave pericolo di rottura della comunione ecclesiale» [Congregazione per il Clero, Direttorio per il ministero e la vita dei Presbiteri 33, cpv. 1°; EV 14/798]. È dunque inammissibile che un sacerdote sostenga pubblicamente una parte politica o un candidato sindaco, e tanto più che organizzi o partecipi a manifestazioni di sostegno.

2. È pertanto proibito dare in uso locali di proprietà della parrocchia o di altri enti ecclesiastici a rappresentanti di qualsiasi partito o raggruppamento politico, anche per incontri/dibattiti in cui siano parimenti rappresentate tutte le parti politiche.

3. È ugualmente proibito dare in uso locali di proprietà della parrocchia o di altri enti ecclesiastici a persone aventi incarichi istituzionali di qualunque grado e genere, che ne facessero richiesta per sostenere la campagna elettorale di una precisa parte politica o di un candidato sindaco. 4. Sarà sua cura vigilare affinché all’interno dei locali annessi delle parrocchie e/o dell’ente ecclesiastico non si facciano volantinaggio, affissione di manifesti o comunque altre forme di propaganda elettorale, né si utilizzino a questo scopo mezzi di comunicazione quali bollettini parrocchiali e simili.

5. È un diritto dei fedeli essere illuminati dai propri pastori quando devono prendere decisioni importanti, e quindi corrispettivamente dovere dei sacerdoti di illuminarli. Se un fedele chiedesse al sacerdote come orientarsi nella situazione attuale, teniamo presente quanto segue.

Ogni elettore è chiamato ad elaborare un giudizio prudenziale che, per definizione, non è mai dotato di certezza incontrovertibile. Ma un giudizio è prudente quando è elaborato alla luce sia dei beni umani fondamentali che sono concretamente in questione sia delle circostanze rilevanti in cui siamo chiamati ad agire. Ciò premesso in linea generale, ogni elettore che voglia prendere una decisione prudente, deve discernere nell’attuale situazione della nostra città di Bologna quali beni umani fondamentali dovranno essere tutelati e promossi dalla futura amministrazione, e giudicare quale parte politica – per i programmi che dichiara e per il candidato che propone come Sindaco – dia maggiore affidamento per la loro difesa e promozione. L’aiuto che noi sacerdoti dobbiamo dare, consiste nell’illuminare il fedele perché individui quei beni umani fondamentali. Il Magistero della Chiesa è di imprescindibile riferimento in questo sostegno al discernimento del fedele. Ma il sacerdote deve astenersi completamente dall’indicare quale parte politica e quale candidato Sindaco a suo giudizio dia maggior sicurezza in ordine alla difesa e promozione dei beni umani in questione. Questo sarebbe in realtà un’indicazione per chi votare. Carissimo, ho ritenuto mio dovere scriverle quanto sopra, e sono sicuro che non verrà meno quell’unità nella quale e dalla quale ciascuno è edificato nel Signore.
Con profondo affetto e stima.

Carlo cardinale Caffarra
Bologna, 31 dicembre 2010