La direttiva di Strasburgo: per i neopapà congedo di 15 giorni a stipendio pieno di Francesca Angeli Tratto da Il Giornale del 21 ottobre 2010 Roma – L’Unione europea rivoluziona il concetto di famiglia. Forse non in tutta l’Europa ma sicuramente in Italia. Strasburgo ha detto sì a due settimane di congedo per la paternità, obbligatorie e retribuite, una novità assoluta per i papà italiani.

Poi sale fino a 20 settimane il congedo a retribuzione piena per la maternità. Le mamme italiane, comunque, già potevano usufruire di un periodo analogo alle stesse condizioni economiche ma la situazione migliorerà decisamente ad esempio per paesi come la Francia e la Germania dove le settimane di congedo si fermavano rispettivamente a 15 e a 16 settimane. L’Europa con questa direttiva, che dovrà essere recepita dalle singole nazioni, prende la strada intrapresa da tempo dai paesi scandinavi: fare i figli è una questione che riguarda la società e non soltanto le mamme. E sembra proprio che le famiglie debbano i loro ringraziamenti all’eurodeputata del Pdl, Licia Ronzulli che il 10 agosto scorso ha avuto una bambina, Victoria, e in questi giorni ha partecipato al voto sui congedi in aula con la piccola in braccio. È il quotidiano tedesco Bild a ipotizzare che la presenza della piccola abbia «intenerito» i rappresentanti di quei paesi che osteggiavano la direttiva soprattutto per motivi economici, inducendoli a votare a favore del provvedimento. «Se davvero è così non può che farmi piacere – dice la Ronzulli- È una bellissima vittoria per tutte le famiglie. Con il congedo di paternità obbligatorio conquistiamo un importante cambio di prospettiva rispetto alla nascita di un bambino, responsabilizzando i padri come le madri». La Ronzulli spiega che molto si è discusso sull’obbligatorietà del congedo che in molti avrebbero voluto facoltativo. Alla fine però ha prevalso la volontà di riequilibrare il peso della responsabilità rispetto alla donna che ha comunque l’obbligo del congedo. «La norma poi varrà anche per le coppie conviventi, non sposate – spiega la Ronzulli- Abbiamo privilegiato il diritto del bambino rispetto a quello del vincolo del matrimonio». Un’altra novità per l’Italia riguarda l’allungamento del congedo in caso di nascita di un bambino disabile: otto settimane in più per le mamme. La direttiva sarà approvata nel giro di un paio di mesi dal Consiglio, a quel punto andrà recepita da singoli membri. Contro la direttiva tutti i paesi che al momento hanno una regolamentazione sui congedi più restrittiva: Francia, Germania ma anche Inghilterra. Tra gli altri emendamenti approvati dall’europarlamento anche quello che vieta il licenziamento delle donne dall’inizio della gravidanza fino almeno al sesto mese dopo la fine del congedo di maternità. Queste devono poi poter tornare al loro impiego precedente o a un posto equivalente con la stessa retribuzione, categoria professionale e responsabilità. La relatrice, la socialista portoghese Edite Estrela, conta su un’approvazione rapida da parte del Consiglio, perché, dice, «la maternità non può essere vista come un fardello sui sistema nazionali di sicurezza sociale ma come un investimento per il futuro».