Doppio attacco contro chiese cristiane, oggi a Mosul. Secondo quanto riferito al Sir dall’arcivescovo siro-cattolico della città, mons. George Casmoussa, “in pieno giorno due mine sono esplose davanti alla chiesa siro-cattolica dell’Annunciazione. Al momento non risultano vittime ma solo feriti e danni materiali alla struttura. Nei pressi della chiesa c’è una scuola cristiana ma gli alunni sono riusciti a mettersi in salvo.

Poco dopo, in pieno centro, altre esplosioni sono avvenute contro la chiesa siro-ortodossa dell’Immacolata, ed è qui si sono verificati i danni maggiori, anche perché nelle vicinanze ci sono negozi, mercati e la stessa chiesa è molto frequentata dai cristiani ma anche da musulmani”. “Questi attacchi – dichiara Casmoussa – sono un brutto segnale per noi cristiani che giunge alla vigilia del Natale, e stanno a dimostrare che lo Stato non è padrone della situazione e che la comunità cristiana è sempre di più vulnerabile ed esposta a molti pericoli. E’ urgente che le minoranze, come i cristiani, siano maggiormente protette dalle istituzioni. Restiamo saldi nella speranza che pace e fraternità siano presto le protagoniste della rinascita irachena basata sulla convivenza pacifica tra la popolazione”. “Le Autorità irachene intervengano subito per garantire la necessaria sicurezza alla minoranza cristiana”. A chiederlo è il nunzio apostolico in Iraq e Giordania, mons. Francis Chullikat che al SIR commenta gli attacchi avvenuti questa mattina a Mosul contro due chiese cristiane. “Questa recrudescenza della violenza che ha visto, oggi, due chiese colpite a Mosul – afferma il Nunzio – deve essere affrontata dalle autorità del Paese che hanno sempre ribadito che in casi simili sarebbero intervenute immediatamente per garantire la sicurezza dei cristiani che essendo una minoranza, sono nel diritto di chiedere protezione. E’ urgente che le autorità, nel modo più giusto ed immediato, intervengano per dare garanzie di sicurezza ai cristiani così che possano vivere in pace e sicurezza nel Paese. E ciò vale ancora di più adesso che siamo alla vigilia del Natale, con le chiese piene di fedeli che vogliono celebrare la solennità con entusiasmo”.
Esprimendo la speranza che “tali attacchi non siano collegati alle elezioni del prossimo marzo” mons. Chullikat sottolinea che “i cristiani sono la minoranza più esposta e facile da colpire perché non hanno alcun tipo di protezione, non hanno milizie proprie, strutture di sicurezze da mettere in atto da parte delle chiese. Rispondiamo alla violenza con la speranza ed il bene, questa è la cifra della testimonianza, non solo in Iraq. Resteremo fedeli a questa missione nella consapevolezza di avere al fianco tutta la Chiesa con il papa. Le autorità irachene, così come i fedeli – conclude il nunzio – sanno quanto al Pontefice stia a cuore la sofferenza dell’Iraq e della sua minoranza cristiana”.

© SIR – 15 dicembre 2009