L’episcopato approva nuove direttive per la formazione sacerdotale

 

di Alexandre Ribeiro

INDAIATUBA, giovedì, 20 aprile 2009 (ZENIT.org).- I Vescovi del Brasile hanno approvato questo mercoledì le nuove direttive per la formazione sacerdotale nel Paese, un testo che mira a formare presbiteri per una Chiesa con un rinnovato spirito missionario.

Il nuovo documento, che verrà pubblicato tra qualche mese, dopo l’approvazione della Congregazione per l’Educazione Cattolica, aggiorna le direttive attuali, in vigore dal 1995. Il testo applica nel campo della formazione dei sacerdoti le intuizioni e le indicazioni della Conferenza di Aparecida, che chiede una Chiesa più discepola e missionaria.

Con poco più di 300 paragrafi e diviso in tre grandi parti, il documento tratta le basi della formazione presbiteriale, la formazione dei seminaristi e quella permanente.

Il presidente della commissione per la redazione delle direttive, monsignor Sérgio da Rocha, Arcivescovo di Teresina (Piauí), ha spiegato che durante tutto il lavoro preparatorio del testo è stata affrontata la questione della formazione permanente.

Si tratta non solo di formare nuovi sacerdoti nella dinamica del discepolo-missionario, ma di aggiornare il clero per una Chiesa che vada incontro alle persone.

Questa prospettiva si affianca all’altro tema trattato dall’assemblea plenaria, l’iniziazione cristiana, che, nella stessa dinamica indicata da Aparecida, chiede un catecumenato volto all’evangelizzazione, che coinvolge tutta la comunità, ha spiegato il responsabile del tema nell’assemblea, il dottore in catechesi p. Luís Alves de Lima.

Le nuove direttive per la formazione dei sacerdoti sottolineano la dimensione umano-affettiva, visto che, come ha spiegato il Segretario Generale della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (CNBB), monsignor Dimas Lara, i seminaristi “non sono giovani dell’altro mondo”.

“Sono giovani provenienti dalle famiglie che abbiamo noi, con tutte le crisi alle quali sono sottoposte nella nostra società. Vengono da un mondo pluriculturale, globalizzato, individualista, violento, caratterizzato dallo svilimento della dignità della persona umana, dalle tecnologie dell’informazione, da Internet”, ha aggiunto.

La dimensione umano-affettiva nella formazione si lega alle altre quattro dimensioni: comunitaria, spirituale, intellettuale e pastorale. “Non si può pensare a una slegata dall’altra”, ha detto monsignor da Rocha.

Una delle novità del testo è l’indicazione del cosiddetto Anno Pastorale, che farebbe da complemento alla formazione che coinvolge la Propedeutica, la Filosofia e la Teologia. L’obiettivo è che questo Anno serva a risvegliare lo spirito missionario nei seminaristi.

Ci sarà anche la possibilità che questo Anno Pastorale si svolga in regioni di missione, come l’Amazzonia, dove c’è scarsità di sacerdoti, o in ambienti missionari come tra i più poveri, nelle aree rurali, nei grandi centri urbani, nei mezzi di comunicazione, o ancora seguendo un modello più tradizionale di scambio tra Diocesi o anche in varie zone della stessa Diocesi.

In linea con gli orientamenti della Santa Sede su psicologia e seminaristi, emessi alla fine dello scorso anno, le direttive sottolineano che la collaborazione dello psicologo è positiva nella formazione dei sacerdoti perché abbiano sia una vita spirituale ricca che una maturità psicologica e affettiva che permetta loro di vivere con equilibrio la propria vocazione.

Il nuovo documento della CNBB è stato approvato all’unanimità dai 267 Vescovi che compongono la plenaria nel monastero di Itaici (Indaiatuba, San Paolo).