Iniziativa del vicepresidente Foschini (Pdl) per tentare di porre un freno all’iniziativa della maggioranza che dovrebbe essere votata tra una settimana
di Stefano Andrini
Tratto da Avvenire del 19 gennaio 2010

Il consiglio comunale di Bologna chie­de lumi al ministero dell’Interno sul registro dei testamenti biologici che dovrebbe essere votato fra una settima­na. Lo fa con una lettera, spedita il 15 gen­naio al dipartimento per gli Affari inter­ni e territoriali del Viminale e firmata dal vicepresidente del consiglio Paolo Fo­schini, (Pdl) in cui si domanda se «in as­senza di una specifica norma statale at­tributiva di competenze nella materia, il Comune possa legittimamente procede­re a istituire un registro delle Dat (Di­chiarazioni anticipate di trattamento), in base all’articolo 13 del Tuel, quale norma generale che attribuisce ai Comuni ‘tut­te le funzioni amministrative che riguar­dano la popolazione e il territorio comu­nale, precipuamente nei settori organici dei servizi della persona e alla comuni­ta’». Una mossa a sorpresa che potrebbe mettere i bastoni tra le ruote al percorso in discesa di un provvedimento voluto dal Pd bolognese e dalla Rete laica e che, numeri alla mano, dovrebbe essere ap­provato dal consiglio lunedì 25 gennaio. Fortemente critica sul registro la Chiesa di Bologna. Le perplessità sul piano giu­ridico riguardano i profili di illegittimità derivanti dalla normativa sulla privacy. Ma anche la complessità burocratica del meccanismo previsto, che prevederebbe il deposito della dichiarazione presso un notaio e la contestuale segnalazione del suo nominativo in Comune, ovvero di­rettamente la sua consegna in busta chiu­sa presso il Comune. Sul piano etico le critiche riguardano la compatibilità tra registro e consenso informato: non è det­to che le volontà espresse oggi corri­spondano esattamente a ciò che si po­trebbe desiderare domani in caso di ma­­lattia grave.