Per Merlo e Gasbarra «va condivisa» l’agenda bio-politica del ministro. Castro: «Siamo disponibili al confronto»
di Eugenio Fatigante
Tratto da Avvenire del 17 agosto 2010

Prende corpo un fronte trasver­sale sul quinto punto dell’an­nunciata verifica di maggio­ranza, quello bio-politico prospetta­to domenica dal ministro del Lavoro, Sacconi, nell’intervista ad Avvenire.

Un punto che trova una sponda in al­cuni esponenti ex popolari del Pd, co­me Merlo, Gasbarra, D’Ubaldo e Gi­noble, che difficilmente su questi ca­pitoli (elaborati anche dal ministro della Salute, Fazio, e dal sottosegre­tario Roccella) potranno ‘accordarsi’ con il nuovo gruppo finiano.

La sintesi (in attesa di capire se que­sto fronte potrà aprire nuovi scenari in Parlamento a settembre) la fa Mau­rizio Castro, senatore del Pdl vicino a Sacconi: per lui le dichiarazioni ve­nute dall’opposizione provano «che i nodi segnalati sono tali da segnala­re il grado di vicinanza delle culture politiche» e su essi «vi è una larga maggioranza parlamentare disponi­bile» al confronto. Il primo a scende­re in campo è stato Giorgio Merlo: contattato dall’agenzia Dire, il depu­tato Pd ha detto che da Sacconi «ar­riva una proposta che non può esse­re stupidamente rispedita al mitten­te», se appena «si placa il vento dei dossieraggi e dell’attacco alla Costi­tuzione» e «se la politica non fosse dominata da urla e ricatti». Anche En­rico Gasbarra ha sottolineato che «in un Paese normale e con un governo normale» i temi rilanciati dal mini­stro (tutela della vita, ma anche sus­sidiarietà) «sarebbero al primo posto nell’agenda». Per Lucio D’Ubaldo proprio «ora che il governo è debole, a maggior ragione questi pur impro­babili appelli debbono essere raccol­ti con l’intelligenza della politica». Gli fa eco Tommaso Ginoble: «I cattolici democratici sono pronti».

I segnali di ‘marca’ Pd non sono sta­ti trascurati nemmeno da Beatrice Lorenzin (Pdl), per la quale un’«inte­sa trasversale sulla priorità dei temi etici» tende comunque a emergere «nonostante i fumi del teatrino della politica. E su questi problemi – an­nota – c’è un’evidente maggioranza parlamentare pro-life».