di Berlicche da www.tempi.it
Sui giornali in questi giorni pre-Conclave si legge tutto e il contrario di tutto. Ma il Papa alla fine verrà eletto come al solito in base alla fede. 

Mio caro Malacoda, mi fanno indubbiamente piacere tutti i dubbi, tutte le insinuazioni, tutti i retroscena (fai attenzione ad alcuni giornali, usano questa dicitura anche per tre o quattro articoli al giorno), tutte le malizie, tutta la confusione che stai fomentando intorno alla rinuncia del Papa e al prossimo conclave. Devi però darti un freno, perché questo profluvio di dietrologia finisce per sconfessare se stessa. Il documento segretissimo che i “tre cardinali 007” (un po’ di misura! Li avete visti Herranz, Giorgi e Tomko?) hanno consegnato a Benedetto XVI e che questi tiene in cassaforte, in modo che a conoscerne il contenuto siano solo i tre estensori e il Papa, come può essere ancora definito tale dalla stessa giornalista, una brillante inviata passata dalla direzione dell’Unità ai reportage dalla Spagna zapaterista, che mostra di conoscerne analiticamente il contenuto? O è segreto o la cronista sta lavorando su ipotesi, invero non molto originali: pedofilia, soldi, omosessualità…

DOSSIER VATILEAKS. E poi, il fatidico “dossier Vatileaks” è sigillato per essere consegnato al successore come scrivono in tanti, o su di esso il Papa sta per “togliere il segreto”, come scrive un altro vaticanista evidentemente bene informato di che cosa si agita nella testa di Benedetto XVI? E lo farà prima o dopo aver incontrato, ovviamente “in via riservata” (tanto che lo sappiamo tutti) i tre cardinali indagatori di cui sopra? Ma li incontrerà o no?

MOTU PROPRIO. E il “Motu proprio” per anticipare l’inizio del conclave lo promulgherà perché “i cardinali hanno fretta” per evitare che nei loro giochi (sarebbe tutto già deciso, anche il nuovo segretario di Stato) si infili qualche outsider, come hanno scritto penne considerate autorevoli, oppure non lo emetterà perché invece i cardinali non hanno nessuna fretta e vogliono prendersi tutto il tempo utile per consultarsi tra loro e anche con chi nella cappella Sistina non potrà entrare, come hanno scritto altre penne altrettanto autorevoli?

TOTOPAPA. E che dire del totopapa? Facendo le somme degli “informati” resoconti giornalistici a oggi sarebbero candidati con serie chances di successo: 7 europei (3 italiani, 1 francese, 1 austriaco, 1 svizzero, 1 ungherese), 3 nordamericani (2 statunitensi e 1 canadese), 3 sudamericani (2 argentini e 1 brasiliano), 2 africani, 1 cubano, 1 australiano, 1 filippino, 1 indiano… la somma fa 19, e forse ne ho dimenticato qualcuno. Fatti 116 i cardinali elettori – gli under 80 aventi diritto sono 117, ma uno ha già scritto che non verrà a Roma per motivi di salute – ognuno di questi “favoriti” segnalati dalla stampa godrebbe in base a una semplice divisione, di 6 voti. Gliene mancano “solo” 72 per il quorum.

IL CAPO PESCATORE. E allora forse bisognerebbe applicare anche in questo caso la vecchia regola: il metodo di conoscenza è imposto dall’oggetto. Affannarsi a guardare un quadro con le orecchie è tempo sprecato, imporre alla Chiesa categorie geopolitiche altrettanto. Far di conto sulla provenienza geografica dei porporati sarà importante, ma dimentica un fatto: ci fu un momento in cui il collegio apostolico era fatto di 12 persone, erano tutti ebrei. Il capo ne scelse uno per due sostanziali motivi, aveva fede ed era atto al governo, come la sua esperienza di capo di una cooperativa di pescatori documentava. Rassegnati, neanche stavolta decideremo noi.
Tuo affezionatissimo zio Berlicche