di Domenico Bonvegna

C’era una volta l’Europa cattolicissima, la madre di ogni Chiesa, oggi in crisi per la caduta delle vocazioni alla vita religiosa, spopolate le case canoniche delle parrocchie e dei conventi. Un mondo sempre più secolarizzato, ostaggio della nuova ideologia egemone, il “politicamente corretto”. Nel contempo una Chiesa che al suo interno proliferano le rivalità, l’autoreferenzialità, i vizi e la disobbedienza. E’ l’eredità che raccoglie Jorge Mario Bergoglio, un papa venuto dalla fine del mondo.

 Come ho anticipato nel precedente intervento, l’elezione di un papa argentino mi offre l’opportunità di ricordare il mirabile scritto del professore Alberto Caturelli, Il Nuovo Mondo riscoperto, dove introduce una categoria storico-politica particolarmente suggestiva e felice, quella del “quinto viaggio di Cristoforo Colombo”. In pratica Caturelli auspica un nuovo viaggio di Colombo, ma in senso contrario rispetto ai primi quattro, partendo dal Nuovo Mondo, nel frattempo divenuto “Magnaeuropa”, si ritorna a rievangelizzare il Vecchio Mondo, facendo proprio lo“spirito colombiano”.

 “Benché il corpo dell’Ammiraglio riposi in terra di Spagna, lo spirito colombiano, prendendo la rotta del secondo Mediterraneo o del mare Oceano, deve dare inizio ad un nuovo viaggio, che ha come punto di partenza il Nuovo Mondo. Sarebbe non un viaggio di scoperta, bensì di ritorno; l’Ammiraglio non pianterà la croce a Guanahaní, bensì sulle spiagge dell’Iberia e del Vecchio Mondo. Nel 1492 partì verso l’ignoto – scrive Caturelli –  e scoprì il Nuovo Mondo […]; ritornando, l’Ammiraglio Cristoforo avrà compiuto la sua missione, poiché, come diceva […], Dio “concede a tutti coloro che percorrono i suoi sentieri di ottenere ciò che appare impossibile”. E l’impossibile non sarà la scoperta, ma la riconversione del Vecchio Mondo a Cristo.

 “Perciò “la cristianità del Nuovo Mondo […] nel mondo d’oggi deve compiere due missioni essenziali, analoghe a quelle che portarono a termine i missionari del secolo XVI. Negli idoli del mondo contemporaneo, benché siano per natura opposti al Dio vivo, si riconosce presente il Deus absconditus, che combatte per essere riconosciuto. Perciò è necessaria una progressiva demitizzazione della società contemporanea. Più propriamente dovremo dire: una deideologizzazione della civiltà attuale […].

 “Il processo di de-ideologizzazione – continua il filosofo argentino – è in tal caso incommensurabilmente più arduo, perché non si tratta dell’idolatria dei pagani, ma della neo-idolatria degli apostati […]: il mondo dell’attuale neo-illuminismo è un mondo recidivo, apostata, che offre sacrifici a nuovi idoli […]. Quindi lo spirito cristoforo e missionario esige la distruzione degli idoli […] e la conseguente penitenza“. (Alberto Caturelli, Il Nuovo mondo riscoperto. La scoperta, la conquista, l’evangelizzazione dell’America e la cultura occidentale, Edizioni Ares, Milano 1992).

In un intervento pubblicato dalla rivista Cristianità (n.298, marzo-aprile 2000) Giovanni Cantoni, fondatore e reggente di Alleanza Cattolica, commentando il mirabile scritto del professore Caturelli scriveva che il quinto viaggio colombiano dev’essere compiuto non più per descrivere i bei paesaggi naturali del Nuovo Mondo o per narrare le eroiche gesta che portarono alla sua scoperta, alla conquista e all’evangelizzazione, ma per ricordare quel “mondo”, quella civiltà cristiana europea, quel “modo d’essere” di una comunità:“le sue strutture portanti a chi da esse si è tanto allontanato da perderne non solo la consapevolezza ma perfino il ricordo”, arrivando a tradire, a dimenticare e perfino a combattere la vocazione originaria e le ragioni della missione. Tra i protagonisti, attori principali, di questo “quinto viaggio colombiano”, che dovrebbe rievangelizzare l’Europa, Cantoni annovera lo stesso Caturelli, ma anche altri due pensatori cattolici, maestri del pensiero cattolico controrivoluzionario, frutti maturi della stessa area geografica culturale Sudamericana, il colombiano Nicolàs Gomez Davila e il brasiliano Plinio Correa de Oliveira, purtroppo poco conosciuti, almeno in Europa. E oggi certamente irrompe un altro attore eccellente: Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco, figlio di quel mondo scoperto, conquistato ed evangelizzato dai tanti missionari, francescani e domenicani venuti dal Vecchio Continente.