Ritiene decisiva la sovranità che gli garantì lo Stato della Città del Vaticano

CITTA’ DEL VATICANO, lunedì, 16 febbraio 2009 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha reso omaggio all’opera di opposizione al nazismo e ai totalitarismi svolta da Papa Pio XI negli anni Trenta del secolo scorso.

Il Santo Padre ha ricordato il pontificato di Achille Ratti (1922-1939) questo sabato, sottolineando che Pio XI è stato “il primo e principale artefice e protagonista” dei Patti Lateranensi, che ottant’anni fa diedero vita allo Stato della Città del Vaticano.

Ricevendo in udienza i partecipanti a un congresso che celebrava questo anniversario con il titolo “Un piccolo territorio per una grande missione”, Benedetto XVI ha riconosciuto implicitamente che, grazie all’indipendenza che la Santa Sede ha ottenuto godendo della sovranità su un piccolo spazio, Papa Ratti poté governare in seguito la Chiesa senza dipendere dalle imposizioni politiche dell’Italia, il cui Primo Ministro era allora Benito Mussolini.

“Gli studi storici tuttora in corso sul suo pontificato ci fanno sempre più percepire la grandezza di Papa Ratti, il quale guidò la Chiesa nei difficili anni fra le due guerre mondiali”, ha ricordato.

Durante il suo pontificato, il Papa “dovette misurarsi con le difficoltà e le persecuzioni che la Chiesa subiva in Paesi quali il Messico e la Spagna e con la lotta che ad essa portarono i totalitarismi – nazionalsocialismo e fascismo – sorti e consolidatisi in quegli anni”.

“In Germania è indimenticata la sua grande Enciclica Mit brennender Sorge, come forte segnale contro il nazismo”, ha sottolineato Benedetto XVI, che ricorda Pio XI come “il Papa della mia infanzia”.

L’impatto dell’Enciclica in Germania fu così evidente che Adolf Hitler ordinò a Reinhard Heydrich, capo della Gestapo, di raccogliere e distruggere tutte le copie. Gli storici hanno constatato di recente, grazie all’apertura dell’Archivio Segreto Vaticano, che prima di morire voleva anche redigere un documento per denunciare l’antisemitismo del regime nazista.

“Si rimane davvero ammirati di fronte all’opera saggia e forte di questo Pontefice, che per la Chiesa volle solo quella libertà che le permettesse di svolgere integralmente la sua missione”, ha aggiunto Benedetto XVI rendendo omaggio al suo predecessore.