Nell’omelia della celebrazione delle ceneri, inizio del tempo di quaresima, il Papa ha ricordato che: “Il vero discepolo serve il Signore”

GIACOMO GALEAZZI
da Vatican Insider

“Il vero discepolo non serve se stesso o il “pubblico”, ma il suo Signore”. E’ la frase forte pronuniucata nella omelia della messa delle ceneri, in una delle ultime celebrazione pubbliche da Papa, visto che ha annunciato la sua rinuncia al pontificato dal 28 prossimo. Altolà agli individualismi.”Divisioni deturpano il volto della Chiesa,basta rivalità”. Joseph Ratzinger chiede a Pietro l’intercessione per il momento difficile della Chiesa.

Il Papa esorta a vivere la quaresima come tempo per “riflettere” su come “il volto della Chiesa venga a volte deturpato da colpe contro l’unità della Chiesa e divisioni del corpo ecclesiale»: Superare «individualismi e rivalità” può essere un «segno umile e prezioso per coloro che sono lontani dalla fede. Il suo modello è Gesù che “ha denunciato l’ipocrisia religiosa e chi cerca l’applauso”. L’ultima messa pubblica di Benedetto XVI è un testamento di fede. “Anche ai nostri giorni, molti sono pronti a stracciarsi le vesti di fronte a scandali e ingiustizie, naturalmente commessi da altri, ma pochi sembrano disponibili ad agire sul proprio cuore, sulla propria coscienza e sulle proprie intenzioni, lasciando che il Signore trasformi, rinnovi e converta”. È una forte denuncia a caratterizzare l’ultima omelia di Bendetto XVI in una celebrazione pubblica. La celebrazione delle Ceneri, che apre la Quaresima rappresentano il ”momento propizio” per ringraziare e per chiedere al principe degli Apostoli, San Pietro, ”la sua intercessione per il cammino della Chiesa in questo particolare momento, rinnovando la nostra fede nel Pastore Supremo, Cristo Signore”. Questo il senso delle parole di papa Benedetto XVI che cosi’ ha iniziato la sua omelia nel corso della celebrazione liturgica delle Ceneri nella Basilica Vaticana gremita di fedeli. Il papa ha fatto esplicito riferimento alla sua decisione di lasciare il soglio pontificio. ”Seguendo l’antichissima tradizione romana delle ‘stationes quaresimali’, ci siamo radunati per la Celebrazione dell’Eucaristia. Tale tradizione – ha ricordato il pontefice rivolgendosi ai fedeli – prevede che la prima ‘statio’ abbia luogo nella Basilica di Santa Sabina sul colle Aventino. Le circostanze – ha poi aggiunto – hanno suggerito di radunarsi nella Basilica Vaticana. Stasera siamo numerosi intorno alla Tomba dell’Apostolo Pietro anche a chiedere la sua intercessione per il cammino della Chiesa in questo particolare momento, rinnovando la nostra fede nel Pastore Supremo, Cristo Signore. Per me è un’occasione propizia – ha poi detto papa Ratzinger – per ringraziare tutti, specialmente i fedeli della Diocesi di Roma, mentre mi accingo a concludere il ministero petrino, e per chiedere un particolare ricordo nella preghiera”. Nell’omelia delle celebrazione del Mercoledì delle Ceneri, il Papa dimissionario ha rilevato con amarezza come “il volto della Chiesa venga, a volte, deturpato”. Il Papa dimissionario si è soffermato molto sul tema dell’unità della Chiesa, prendendo spunto dall’invito biblico: “Radunate il popolo, indite un’assemblea solenne, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini lattanti; esca lo sposo dalla sua camera e la sposa dal suo talamo”. “La dimensione comunitaria – ha spiegato – è un elemento essenziale nella fede e nella vita cristiana. Cristo è venuto per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Il `Noi´ della Chiesa è la comunità in cui Gesù ci riunisce insieme: la fede è necessariamente ecclesiale. E questo è importante ricordarlo e viverlo in questo Tempo della Quaresima: ognuno sia consapevole che il cammino penitenziale non lo affronta da solo, ma insieme con tanti fratelli e sorelle, nella Chiesa”. “Perché si dovrebbe dire fra i popoli: `Dov’è il loro Dio?´”, si è chiesto il Papa 85enne. “Questa preghiera – ha ricordato agli 8 mila fedeli presenti alla sua ultima celebrazione pubblica – ci fa riflettere sull’importanza della testimonianza di fede e di vita cristiana di ciascuno di noi e delle nostre comunità per manifestare il volto della Chiesa e come questo volto venga, a volte, deturpato”. “Penso in particolare – ha confidato – alle colpe contro l’unità della Chiesa, alle divisioni nel corpo ecclesiale”. “Vivere la Quaresima in una più intensa ed evidente comunione ecclesiale, superando individualismi e rivalità, è – ha concluso il Pontefice – un segno umile e prezioso per coloro che sono lontani dalla fede o indifferenti”. E’ Cristo stesso a ”denunciare l’ipocrisia religiosa” e il cercare la propria gioia piu’ che la sua giustizia. ”Il vero discepolo non serve se stesso o il pubblico, ma il suo Signore, nella semplicità e nella generosità”.