Discorso del Pontefice per l’Angelus domenicale

CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 15 novembre 2009 (ZENIT.org).- Chi accoglie la Parola di Dio gode del dono dell’eternità. E’ quanto ha detto Benedetto XVI prima della tradizionale preghiera dell’Angelus domenicale.

Nella sua riflessione il Papa si è soffermato sulla profezia di Cristo riguardo la fine dei tempi: “Il cielo e la terra – dice Gesù – passeranno, ma le mie parole non passeranno”.

“La Sacra Scrittura – ha spiegato – non conosce ambiguità: tutto il creato è segnato dalla finitudine, compresi gli elementi divinizzati dalle antiche mitologie: non c’è nessuna confusione tra il creato e il Creatore, ma una differenza netta”.

Le parole di Gesù non passeranno, perché “stanno dalla parte di Dio e perciò sono eterne”.

“Cristo – ha continuato – si paragona al seminatore e spiega che il seme è la Parola: coloro che l’ascoltano, l’accolgono e portano frutto fanno parte del Regno di Dio”, “rimangono nel mondo, ma non sono più del mondo”.

“Portano in sé un germe di eternità, un principio di trasformazione che si manifesta già ora in una vita buona, animata dalla carità, e alla fine produrrà la risurrezione della carne. Ecco la potenza della Parola di Cristo”, ha quindi concluso.

Nei saluti finali il Papa ha poi rivolto un pensiero ai partecipanti all’Assemblea plenaria della Commissione Episcopale Europea per i Media, riunitisi in questi giorni in Vaticano per un confronto sulla cultura di Internet e la comunicazione della Chiesa, e li ha ringraziati per il loro “qualificato contributo su questa tematica di grande attualità”.

Tra i pellegrini in piazza San Pietro erano presenti anche 130 motociclisti della “Carovana internazionale per la libertà dei sequestrati”, una iniziativa promossa dall’emittente colombiana Radio Caracol.

La Carovana partita da Bogota il 3 novembre, e che incontrerà Benedetto XVI mercoledì prossimo nel corso dell’Udienza generale, intende richiamare l’attenzione della comunità internazionale sulle persone sequestrate nel mondo.