Ricevendo i Vescovi brasiliani del Nordeste 1 e Nordeste 4

di Roberta Sciamplicotti

CASTEL GANDOLFO, domenica, 27 settembre 2009 (ZENIT.org).- Ricevendo questo venerdì nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo i Vescovi della Conferenza Episcopale del Brasile (Nordeste 1 e Nordeste 4) in occasione della loro visita ad limina apostolorum, Benedetto XVI ha denunciato la difficile situazione che attraversa la famiglia nel Paese latinoamericano.

Nel discorso che ha rivolto ai presuli, il Pontefice ha infatti riconosciuto che nella società attuale ci sono “forze e voci” che sembrano voler “demolire la base naturale della vita umana”, provocando una situazione di “assedio della famiglia, con la vita che esce sconfitta da numerose battaglie”.

Nonostante questo, “è incoraggiante percepire che, malgrado tutte le influenze negative, il popolo delle Regioni Nordeste 1 e 4, sostenuto dalla sua caratteristica pietà religiosa e da un profondo senso di solidarietà fraterna, continua ad essere aperto al Vangelo della Vita”.

“In ogni casa il padre e la madre, intimamente irrobustiti dalla forza dello Spirito Santo, continuino ad essere la benedizione di Dio nella propria famiglia, cercando l’eternità del loro amore nelle fonti di grazie affidate alla Chiesa”, ha auspicato il Vescovo di Roma.

Il dramma del divorzio

Anche se la Chiesa “paragona la famiglia umana alla vita della Santissima Trinità – prima unità di vita nella pluralità delle persone – e non cessa di insegnare che la famiglia trova il suo fondamento nel matrimonio e nel piano di Dio”, “nel mondo secolarizzato si vive nell’incertezza più profonda a questo riguardo, soprattutto da quando le società occidentali hanno legalizzato il divorzio”, ha riconosciuto il Papa.

“L’unico fondamento riconosciuto sembra essere il sentimento o la soggettività individuale che si esprime nella volontà di convivere”, ha aggiunto, sottolineando che in questa situazione “diminuisce il numero dei matrimoni, perché nessuno impegna la vita su una premessa così fragile e incostante”, “crescono le unioni di fatto e aumentano i divorzi”.

“Su questa fragilità si consuma il dramma di tanti bambini privati del sostegno dei genitori, vittime del malessere e dell’abbandono, e si diffonde il disordine sociale”, ha segnalato.

La Chiesa, dal canto suo, “non può restare indifferente di fronte alla separazione dei coniugi e al divorzio, davanti alla rovina delle famiglie e alle conseguenze provocate dal divorzio nei figli”.

Questi ultimi, “per essere istruiti ed educati, hanno bisogno di riferimenti estremamente precisi e concreti” ed “è questo principio che la pratica del divorzio sta minando e compromettendo con la cosiddetta famiglia allargata e mobile, che moltiplica i ‘padri’ e le ‘madri’ e fa sì che oggi la maggior parte di coloro che si sentono ‘orfani’ non sia rappresentata da figli senza genitori, ma da figli che ne hanno troppi”.

Ritornare alla famiglia cristiana

Secondo il Papa, i problemi attuali che le coppie devono affrontare e che indeboliscono la loro unione “trovano la loro vera soluzione in un ritorno alla solidità della famiglia cristiana, luogo di fiducia reciproca, di dono reciproco, di rispetto per la libertà e per l’educazione alla vita sociale”.

Per aiutare le famiglie, il Papa ha esortato i presuli del Brasile a “proporre loro, con convinzione, le virtù della Sacra Famiglia: la preghiera, pietra angolare di ogni famiglia fedele alla propria identità e missione; la laboriosità, asse di ogni matrimonio maturo e responsabile; il silenzio, cemento di ogni attività libera ed efficace”.

Allo stesso modo, chiede ai sacerdoti e ai centri pastorali delle Diocesi dei Vescovi brasiliani di “accompagnare le famiglie, perché non siano illuse e sedotte da certi stili di vita relativisti promossi dalle produzioni cinematografiche e televisive e da altri mezzi di informazione”.

Il Papa ha confidato di avere “fiducia nella testimonianza di quelle famiglie che traggono la propria energia dal sacramento del matrimonio”, con cui è possibile “superare la prova che soggiunge, saper perdonare un’offesa, accogliere un figlio che soffre, illuminare la vita dell’altro, anche se debole o in difficoltà, mediante la bellezza dell’amore”.

In questo contesto, ha esortato i Vescovi a lavorare “con intelligenza e zelo” senza risparmiare sforzi “nella preparazione di comunità attive e consapevoli della propria fede”.

In questo modo, ha concluso, si consoliderà la fisionomia della popolazione del Nordeste “secondo l’esempio della Santa Famiglia di Nazareth”.