di Don Antonello Iapicca

Il Belgio dove dolorisissimo esplode lo scandalo della pedofilia tra il clero ed un vescovo presenta le dimissioni prontamente accolte da Benedetto XVI. Il Belgio fronte progressista della Chiesa post-conciliare e avamposto della moderna Europa senza frontiere nè radici, senza limiti alla morte per deboli e indifesi. Il Belgio violento della Bruxelles Bronx d’Europa. Il Belgio che riassume le ferite del mondo e della Chiesa è oggi una singolare profezia per tutti noi. E’ a questo piccolo Paese, a questa porzione di mondo che occorre guardare.

Perchè è qui che il Papa mostra come sta governando la Chiesa, nell’ascolto fedele della voce inconfondibile dello Spirito. Nella città dove, arrogante e prepotente, soffia l’esprit du temps, acido reflusso massonico che vuol cancellare la Chiesa assimilandola, contenuti, parole e azioni – al mondo perverso del business e del moralismo giacobino piantato sulla pagliuzza altrui e dimentico della trave propria, in questa Bruxelles violenta e tollerante il Papa ha posto un Vescovo che incarna la rotta impressa dal suo pontificato. Sull’aereo per Malta diceva che “I naufragi della vita possono fare il progetto di Dio per noi e possono anche essere utili per nuovi inizi nella nostra vita”. Nel fragore della tempesta, nel bel mezzo di un naufragio, Benedetto XVI scopre il senso ultimo e decisivo della storia, ed il nuovo inizio di questa storia. Ed è storia di salvezza, e passa attraverso le due colonne date alla Chiesa per adempiere alla sua missione: Pietro e Paolo, l’Istituzione ed il Carisma. Proprio oggi nell’Ufficio delle Letture l’Apocalisse ce lo ricordava: “Ma l’atrio che è fuori del santuario, lascialo da parte e non lo misurare, perché è stato dato in balìa dei pagani, i quali calpesteranno la città santa per quarantadue mesi. Ma farò in modo che i miei due Testimoni, vestiti di sacco, compiano la loro missione di profeti per milleduecentosessanta giorni ». Questi sono i due olivi e le due lampade che stanno davanti al Signore della terra” (Ap. 11, 1-3). In quell’atrio dei gentili, dati in balia dei nemici di Cristo, calpestato dai pagani e dallo spirito del mondo a sporcare la Chiesa e a spegnerne lo zelo, il Papa, come ciascun Pietro della storia, ha posto ancora una volta i due olivi, le due lampade ad illuminare e a chiamare a conversione. E’ l’annuncio della Buona Notizia, innanzi tutto per la Chiesa: “Anche se questo Corpo è ferito dai nostri peccati, il Signore tuttavia ama questa Chiesa, e il suo Vangelo è la vera forza che purifica e guarisce”. Guarendo la Chiesa, il Vangelo la prepara perchè guarisca il mondo. A Bruxelles vi è un Vescovo, Mons. Leonard, radicato nella Tradizione, fedele al Papa e al Magistero, aperto alla voce dello Spirito dal quale ha accolto e sostenuto i doni dati alla Chiesa per questo tempo. A Bruxelles s’incarna quell’ “ermeneutica della continuità” che illumina il governo di Benedetto XVI, che trova sintesi piena nella comunione e nella collaborazione tra la Gerarchia e i carismi. Un Vescovo ed i carismi frutti del Concilio, ed ecco i due Testimoni, vestiti di sacco, inermi come Davide dinnanzi a Golia, per compiere la missione, annunciare ed incarnare la profezia che, unica, può salvare il mondo. A Bruxelles, Belgio, Europa, mondo, atrio d’ogni gentile.