Senza la sofferenza tutto il nostro lavoro sarebbe soltanto un lavoro “sociale”: un servizio utilissimo, ma non sarebbe lavoro di Gesù Cristo, non parteciperebbe alla Redenzione. Gesù ha voluto aiutarci condividendo la nostra agonia e la nostra morte: ha preso tutto su di sé e lo ha portato fin nella notte più fonda. Solo facendosi uno con noi egli ci ha redenti. A noi è concesso di fare lo stesso: tutta la desolazione dei poveri – non solo la loro povertà materiale ma anche la loro miseria spirituale – chiede di essere redenta, e noi dobbiamo condividerla, perché solo stando con loro noi possiamo redimerli, portando Dio nella loro vita e portandoli a Dio.