di Fabio Spina
Tratto da La nuova Bussola Quotidiana

Dopo l’attore Gerard Depardieu, anche la famosissima attrice, quasi ottantenne, Brigitte Bardot ha minacciato di chiedere la nazionalità russa se le autorità francesi decideranno di praticare l’eutanasia a due elefanti malati di Lione, Baby e Nepal. Lo ha annunciato l’attrice in un comunicato firmato personalmente. Convinta animalista, Brigitte si è schierata in difesa degli animali dopo che la Francia ha varato una legge che prevede l’eutanasia per quelli sofferenti o moribondi.

E’ da circa un mese che il caso sta causando un vespaio di polemiche in tutta la Francia, e la fondazione di Brigitte Bardot, istituita nel 1986 con 3 milioni di franchi raccolti per il Benessere e la Protezione degli Animali, è stata in prima fila nel difendere la loro causa. Lo scorso 21 dicembre il tribunale di Lione ha dato ragione al prefetto di Rhone che aveva ordinato l’eutanasia per i due elefanti del circo Pinder, malati di tubercolosi e potenzialmente contagiosi anche per gli esseri umani. La richiesta di soppressione dei due pachidermi era stata avanzata l’11 dicembre.

“Ho inviato una lettera a Hollande” il 2 gennaio “con tutta la documentazione per spiegare come la fondazione si occuperebbe della loro messa in quarantena, delle cure e del loro salvataggio. Nessuna risposta”, ha denunciato BB, spiegando di avere scelto la Russia “proprio per Putin”. “Lo trovo molto umano. Ogni volta che gli ho chiesto qualcosa, di principio, me l’ha concessa. Ha fatto più lui per la tutela degli animali, che tutti i nostri presidenti che sono seguiti”. Nel marzo 2009 l’attrice francese aveva già ringraziato Putin per aver vietato la caccia ai cuccioli di foca e negli ultimi anni Putin ha inoltre lanciato una campagna per la protezione della tigre bianca siberiana e di altre specie artiche in pericolo d’estinzione come la balena bianca, leopardo dell’Amur e l’orso polare.  Tali attività ecologiste hanno ripulito l’immagine del nuovo zar della Russia rispetto a  quando nel 2010 le sue foto fecero il giro del mondo per mostrarlo mentre arpionava una balena, anche se secondo la versione ufficiale del Cremlino la caccia aveva scopi scientifici.

La minaccia di BB dovrebbe essere l’occasione per riflettere su un aspetto che sta invece cadendo nell’indifferenza dei mass-media: perché l’eutanasia crea scandalo solo nel caso che colpisca animali vecchi, malati e non produttivi? Come mai invece quando è rivolta verso gli esseri umani diventa un diritto, un atto di libertà? Non si ricordano Vip che chiedono di cambiare nazionalità quando in Europa diventa possibile per legge un atto contro l’essere umano indifeso del tipo dell’aborto e l’eutanasia.

Purtroppo ormai  si sta diffondendo in modo capillare il modo di pensare espresso da Brigitte Bardot in un’intervista al quotidiano “La Repubblica”, concessa in occasione del compimento dei suoi 75 anni: «Mi sento molto più vicina alla natura e agli animali piuttosto che all’uomo. Confesso che detesto la gran parte della specie umana», ha detto affermando di aver sposato la causa degli animali per dare un senso alla sua «presenza quaggiù».

L’uomo ormai nel comune pensare sembra non fare più parte della natura, la parola Creato è desueta e l’uomo da vertice della Creazione è divenuto il cancro del pianeta, l’ambiente da “casa dell’uomo” si è trasformata in un organismo di nome Gaia che ci sopporta come dei parassiti molesti. Sicuramente l’uomo ha la responsabilità di essere un amministratore rispettoso del Creato, però ciò non potrà avvenire se non partendo dal rispetto dell’essere umano stesso in ogni fase della vita.
Non è possibile la salvaguardia del Creato difendendo gli animali dall’eutanasia e non le persone.

Tale concetto si può approfondire rileggendo Benedetto XVI nel messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 1° Gennaio 2010:”D’altra parte, una corretta concezione del rapporto dell’uomo con l’ambiente non porta ad assolutizzare la natura né a ritenerla più importante della stessa persona. Se il Magistero della Chiesa esprime perplessità dinanzi ad una concezione dell’ambiente ispirata all’ecocentrismo e al biocentrismo, lo fa perché tale concezione elimina la differenza ontologica e assiologica tra la persona umana e gli altri esseri viventi. In tal modo, si viene di fatto ad eliminare l’identità e il ruolo superiore dell’uomo, favorendo una visione egualitaristica della «dignità» di tutti gli esseri viventi. Si dà adito, così, ad un nuovo panteismo con accenti neopagani che fanno derivare dalla sola natura, intesa in senso puramente naturalistico, la salvezza per l’uomo. La Chiesa invita, invece, ad impostare la questione in modo equilibrato, nel rispetto della «grammatica» che il Creatore ha inscritto nella sua opera, affidando all’uomo il ruolo di custode e amministratore responsabile del creato, ruolo di cui non deve certo abusare, ma da cui non può nemmeno abdicare. Infatti, anche la posizione contraria di assolutizzazione della tecnica e del potere umano, finisce per essere un grave attentato non solo alla natura, ma anche alla stessa dignità umana”.