Intervista a don Fortunato Di Noto, fondatore dell’associazione anti-pedofilia Meter

GIACOMO GALEAZZI
da Vatican Insider

Cosa cambia con il monito anti-pedofilia di Francesco?

«È una straordinaria presa di coscienza e una grande novità: ora è finita per sempre l’epoca dell’oscurità. È stato tolto ogni alibi a chiunque (in nome di una falsa difesa di un malinteso “buon nome” della Chiesa) abbia ostacolato le politiche anti-pedofilia di Benedetto XVI.  Ora è tutto diverso».

Sapeva dell’appello del Papa?

«Avevo scritto una lettera personale a Francesco ma non mi aspettavo che oltre al messaggio avrebbe esortato alla chiarezza e alla giustizia di fronte agli abusi sui minori. Le sue parole hanno subito fatto il giro del mondo. Adesso nessuno potrà fingere di ignorare che la lotta ai pedofili è impegno fondamentale della Chiesa».

È ancora emergenza-pedofilia?

«Sì, la situazione resta grave perché ci sono situazioni endemiche. Un sacerdote che compie abusi non può svolgere il suo ministero e se la Chiesa lo copre tradisce il mandato di Gesù. Francesco sta facendo molto e riserverà ulteriori novità positive anche nella lotta alla pedofilia. Intanto il suo monito magisteriale ha colpito nel segno e ha posto fine all’età del nascondimento e degli insabbiamenti. Nessun silenzio è giustificabile di fronte ad atti ignominiosi».

I vescovi lo ascolteranno?

«Le conferenze episcopali, anche quella italiana pur con sue difficoltà, si stanno dotando di strumenti idonei ad intervenire. Dobbiamo dare esempi buoni per formare i bambini di oggi. Benedetto XVI ha introdotto una nuova pastorale di prossimità e vicinanza ai piccoli, ai deboli e ai vulnerabili. Francesco proclama che non si tornerà indietro».

Bergoglio sulle orme di Ratzinger?

«Benedetto XVI ha detto “basta” iniziando un cammino, difficile, ma decisivo, non solo nella repressione e negli interventi canonici, dovuti e ora possibili con celerità, ma ha offerto norme e linee guida efficaci, accogliendo le grida degli innocenti. Linee preziose, come lo sono i bambini. Chi non è dalla parte dei bambini, non è di Cristo, è fuori dalla comunione ecclesiale. Ora in tutte le chiese d’Italia e di mezzo mondo si prega per la tutela dell’infanzia. Un tempo non esisteva questa sensibilità e il garante di ciò siede sul Soglio di Pietro. I colpevoli non troveranno più sponde dentro la Chiesa né potranno più boicottare la purificazione antiabusi. I bambini debbono essere tutelati, difesi. Su questo Francesco pretende “coraggio e chiarezza”».