MILANO — Vendere all’asta — forse a Las Vegas ma più probabilmente fuori dagli Stati Uniti data la dubbia legalità dell’affare — la siringa con la quale il medico di Michael Jackson iniettò la dose fatale di anestetico sembra assurdo e di pessimo gusto. Peggio ancora, il prezzo di partenza dovrebbe essere quello di 5 milioni di dollari.

Ma il mondo dei trafficanti di reliquie dei grandi della musica sa che, al netto di questioni di gusto, logica e perfino legalità, la mamma dei feticisti del rock è sempre incinta. Se il guanto di paillettes che Jackson indossò la notte in cui inventò il suo famoso passo di danza, la « Moonwalk», è stato venduto l’anno scorso per 350mila dollari, 420mila con tasse e commissioni, a un milionario asiatico, e la giacca del cantante è stata battuta per 225mila dollari è evidente che Michael Jackson, come si era tristemente capito da subito, da morto vale quasi più che da vivo. Il tabloid britannico Daily Mirror ha infatti scritto che c’è il progetto di vendere la siringa incriminata: un’idea che avrebbe fatto inorridire la famiglia (anche perché, viene da dire pensando al padre di Michael che a cadavere ancora caldo faceva pubblicità ai dvd da lui prodotti, su quest’asta i Jackson non otterrebbero commissioni). «Sono furiosi e umiliati che qualcuno stia cercando di guadagnare in questo modo dalla sua morte. E’ un oltraggio alla sua memoria», scrive il giornale.

Il problema, ovviamente, che fa dubitare che la siringa verrà effettivamente messa all’incanto, è uno solo: anche se non si trattasse di una prova nel processo per omicidio colposo a carico del dottore del cantante, Conrad Murray, essa sarebbe di proprietà del medico o degli eredi di Jackson, non di una terza persona. E, in quel caso, si tratterebbe di materiale rubato. La casa d’aste potrebbe essere incriminata per ricettazione ( già un’altra recente asta di «memorabilia» legati a Michael è sotto inchiesta proprio per ricettazione). Per questo, dice al tabloid una «fonte anonima», l’asta potrebbe avvenire in Brasile o in Libia. Se il «dove» è in dubbio per questioni legali, il «quando» è una certezza. Il prossimo 25 giugno, primo anniversario della scomparsa del cantante.

Un po’ troppo anche nel mondo tutt’altro che normale delle aste di memorabilia. Dove  c’è spazio per la tristezza infinita della «Startifacts» di Minneapolis e Las Vegas che ha appena anticipato ai familiari di Corey Haim — divo ragazzino delle commedie anni ’80 morto alla soglia dei quaranta, schiacciato dal suo insuccesso di adulto — i ventimila dollari del funerale ( all inclusive di trasporto salma da Los Angeles al natìo Canada). In cambio ovviamente degli effetti personali di Corey: da vendere ai fans in cerca di un ricordino.

Matteo Persivale
18 marzo 2010