«L’opinione pubblica minaccia la libertà del credente, è un’ideologia che mina la costruzione della persona»

GENOVA – La moralità non dipende dall’opinione pubblica o da ciò che pensa la maggioranza delle persone. È il passaggio principale contenuto nell’omelia pronunciata nella cattedrale genovese di San Lorenzo dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) e arcivescovo di Genova, in occasione della festività di San Lorenzo. Sembra una risposta indiretta a Silvio Berlusconi, che il 22 luglio per giustificarsi per la sua condotta privata aveva detto di «non essere un santo» e il 25 giugno aveva affermato che «sono gli italiani a volermi così».

MORALITÀ – «Sembra che il bene e il male dipendano dall’opinione pubblica», come se «ciò che è morale o immorale dipendesse dai numeri», da quello che «la maggioranza pensa sui valori», ha detto il cardinale, aggiungendo che quello dell’opinione pubblica è forse «il più subdolo e strisciante» dei «poteri ingiusti che vorrebbero imprigionare la libertà della Chiesa e dei cattolici». «C’è anche chi ritiene e proclama che non ha più senso parlare di moralità e di immoralità, poiché, essendo impossibile, essi pensano, conoscere la verità delle cose, ognuno decide individualmente e assolutamente ciò che è bene o meno, basta non disturbare troppo gli altri», ha proseguito il capo dei vescovi italiani.

OPINIONE PUBBLICA: UNA MINACCIA – Secondo il cardinale Bagnasco, quindi, l’opinione pubblica «minaccia la libertà del credente», è una «vera e propria ideologia che mina alla radice la costruzione della persona, la quale non è più riconosciuta responsabile di sé, ma è consegnata senza punti di riferimento etici, senza principi di fondo universali e assoluti».

da Corriere della Sera