di Don Antonello Iapicca

Si vota. Allora un ultimo, forse il primo, esercizio per discernere. Non diciamo nulla, vi invitiamo a leggere e a trarre le vostre personali conclusioni. Un quarto d’ora per votare in coscienza, secondo la volontà di Dio. Sono in gioco molte cose, anche se, con molta serenità, sappiamo che la politica non esaurisce la prospettiva delle nostre vite, al contrario di quanti, ideologicamente, la  pensano così.Una parola ricorre nelle parole della Bonino: legalità. Per lei è uno dei suoi principi non negoziabili. Ma è una trappola, inquietante. Nasconde un progetto, il solito, il marchio di fabbrica dei radicali. Stravolgere la legalità con azioni non-violente di una violenza inaudita, creare le premesse perchè diventino dati di fatto, legalizzare l’illegale. Ricordate le migliaia di aborti effettuati dalla Bonino in piena illegalità, come una trivella sulla roccia della vita sino ad allora difesa dalla legge? E, a forza di aborti è stata perforata quella roccia, e i milioni di bimbi sterminati sono la striscia di sangue che segue la candidata Bonino anche in questa campagna elettorale. Ricordate i referendum, la droga, i condom, i gay-pride? Ora, per la prima volta, la cultura radicale si trova sull’uscio del potere vero, le sue mani potrebbero spingere i bottoni che contano. E rendere legale quel che legale non è e non può essere. La morte e la distruzione proprio laddove, per noi, vi sono i bastioni dei principi non negoziabili: vita, famiglia, educazione.


Di seguito vi proponiamo le parole di Emma Bonino sulla famiglia
. Promesse interessanti, assolutamente condivisibili. Eppure ci sorge una domanda, legittima crediamo. Famiglia d’accordo, ma di quale famiglia stiamo parlando? Non è questione da poco. Poniamola così: ci troviamo davanti al progetto di una casa bellissima, funzionale, dotata di ogni comfort, funzionale, a misura dei nostri bisogni. Guardiamo meglio, oltre il bel disegno prodotto dall’architetto. Inforchiamo gli occhiali e cerchiamo di leggere la parte relativa all’ingegneristica. I dati te tecnici. E, sorpresa, hanno tralasciato le misure antisismiche, buchi ovunque, per risparmiare han pensato di mischiare sabbia a cemento, le fondamenta lasciano a desiderare. Una casa bellissima, ma costruita su povera sabbia. Attenzione dunque, leggete bene prima di firmare il contratto con cui consegnerete le vostre Regioni ai servizi di chicchessia. Non fermatevi agli slogan, alla propaganda scritta in bei caratteri grandi e suadenti. Mettevi gli occhiali e spulciate più in basso, là dove son scritte, in corpo piccolissimo, le clausole decisive, quelle contro le quali non potrete più appellarvi. Benissimo la famiglia, ma se questa include unioni di fatto, coppie omosessuali la cosa si fa ben diversa. Benissimo l’attenzione alle famiglie numerose, ma se, congiuntamente, si attenzionano gli embrioni da cancellare è cosa da brivido.
Benissimo i consultori, ma se diveneteranno distributori di morte del corpo e dell’anima, tra preservativi, pillole-killer e droga, la questione diviene gravissima.
Nulla più. Vi auguriamo una buona e serena lettura, una preghiera ed il discernimento che queste elezioni impongono.

REGIONALI/LAZIO: BONINO PROMETTE ”UNA SVOLTA PER LE FAMIGLIE”

(ASCA) – Roma, 26 mar – ”Asili, voucher, assistenza: una svolta per le famiglie”. E’ l’impegno, ribadito stasera con un comunicato, di Emma Bonino, candidata del centrosinistra alla presidenza del Lazio.

”Mentre a Bruxelles si comincia a parlare di crescita e sviluppo all’orizzonte 2020 – si legge nella nota – mi auguro che l’Italia dimostrera’ ben altra ambizione rispetto a quella dimostrata nel raggiungimento degli obiettivi fissati dall’agenda di Lisbona, anche se la sedia vuota lasciata oggi al Consiglio europeo dal nostro Premier non appare francamente il miglior viatico. Come candidata a Presidente di una regione che deve esprime la propria vocazione europea con maggior convinzione, mi sono impegnata a promuovere una rete di centri di ascolto su tutto il territorio regionale che punti anche a piani personalizzati, nel rispetto della liberta’ e dell’autonomia dei singoli nuclei. Intendo promuovere politiche di sostegno che mirino alla creazione di ‘centri per le famiglie’, soprattutto con particolare attenzione a quelle con maggiori carichi educativi o assistenziali o alle famiglie immigrate”.

”Verra’ anche predisposto – assicura la Bonino – un programma regionale di rilancio e potenziamento del ruolo e delle funzioni dei consultori familiari, con l’istituzione anche del coordinamento regionale, articolato su base provinciale. In breve, un insieme articolato di misure per le famiglie del Lazio, cercando di dare risposte concrete a ogni momento della loro vita, con particolare attenzione alle fasi e alle fasce piu’ critiche. Di fronte a una storica mancanza di strutture per la prima infanzia, non ci limiteremo a stanziare maggiori fondi, ma anche all’introduzione di voucher per aiutare chi non trova posto negli asili pubblici.

Li introdurremo anche per lo studio e la cura e assistenza per gli anziani, con cui coprire almeno parte delle spese per le badanti. Per ridurre il disagio delle famiglie numerose e favorire la permanenza degli anziani nelle comunita’ familiari, riconosceremo il valore sociale del lavoro domestico e di cura, come pure introdurremo infermieri di quartiere per le cure primarie.

Insomma – conclude la candidata del centrosinistra -, al di la’ della solita retorica sulla famiglia italiana, quello che non e’ piu’ rinviabile e’ una credibile svolta a favore delle famiglie”.

Le politiche regionali possono incidere pesantemente su due temi importanti come vita e famiglia. Come pensa di operare in questi due ambiti?

A chi fa propaganda sulla nostra presunta avversione per la famiglia dico di leggere il nostro programma: abbiamo previsto un insieme articolato di misure per le famiglie del Lazio, cercando di dare risposte concrete a ogni momento della loro vita, con particolare attenzione alle fasi e alle fasce più critiche: dai voucher per chi non ha accesso agli asili pubblici al riconoscimento del valore sociale del lavoro domestico e di cura. Una cosa però va aggiunta: bisogna fare uno sforzo per uscire dalle secche di una battaglia ideologica che penalizza fortemente i cittadini.

Un’amministrazione pubblica come la Regione deve occuparsi dei servizi alla persona, senza dare valutazioni di merito o di valore su come quella persona si organizza affettivamente. In fondo si tratta di essere fedeli a ciò che dicono Costituzione e Carta europea dei diritti: un’amministrazione non può fare discriminazioni per razza, orientamento sessuale o religioso.

Faccia a faccia fra Bonino e Polverini su aborto e matrimoni gay


Nel secondo faccia a faccia, questa volta su Sky Tg24 tra le candidate alla presidenza del Lazio Emma Bonino e Renata Polverini, confronto su temi caldi, dall’intervento per il diritto alla vita del cardinale Bagnasco ai matrimoni gay. Per Emma Bonino «l’aborto non è un tema di competenza regionale e l’intervento di Bagnasco è fuori posto». Renata Polverini ha detto di non voler commentare le parole di Bagnasco perché «la Chiesa è una fonte autorevole. Punto sul rispetto della vita e su un ruolo fondante della famiglia». La candidata del centro sinistra alla Regione Lazio, Emma Bonino, ha ricordato che «la legge sull’aborto costituisce una libera scelta degli italiani, è un norma per non tornare alle mammane, ha messo fine a una piaga drammatica». Polverini, candidata del centro destra, di rimando: «La buona politica deve puntare sulla prevenzione, occorre sostenere la maternità puntando anche su interventi per la crescita dei figli e sull’acquisto di libri scolastici».

Pareri opposti sui matrimoni gay. Sul fronte caldo dei matrimoni gay. «Quello che dice la Corte Costituzionale – ha detto Bonino – è un vincolo per tutti. Per questo esistono le istituzioni in un paese democratico, dopo di che ognuno farà la sua battaglia culturale, ma le istituzioni rispettano le sentenze». Oggi è atteso il pronunciamento della Corte costituzionale sui ricorsi presentati da alcune coppie gay che avevano chiesto ai rispettivi municipi di potersi sposare e alle quali era stato opposto un diniego. «Alla base del matrimonio – ha detto invece la Polverini – c’è la diversità tra i sessi, poi ci sono i diritti civili individuali e su quello non discuto».

Aborto, la Bonino snobba la Cei: “Le solite cose” Ma il Pdl fa quadrato: “La politica è fatta di valori”

Roma – A meno di una settimana dal voto sulle regionali la Cei, con il cardinal Bagnasco, richiama i cattolici ai “valori non negoziabili” che devono essere rispettati anche alle prossime votazioni per le regionali. I temi proposti sono degli “evergreen”, come ha detto subito la candidata del Pd nel Lazio Emma Bonino e cioé la difesa della vita, l’aborto, la pillola Ru 486, ma anche una ritrovata moralità della vita politica che deve ricalcare quella che nell’immediato dopoguerra portò l’Italia a scalare posizioni nel’economia mondiale.

Il Pdl sostiene il Papa Bagnasco con 19 pagine ripropone pari pari la questione dei cattolici alle urne e del voto ancorato ai valori che molti politici commentano come un sostegno pro Pdl e contro il Pd, o almeno contro candidature giudicate come eccessivamente laiche. Silvio Berlusconi, fino a tarda sera, evita l’argomento fedele alla libertà di coscienza sui temi etici con cui ha plasmato il Pdl. Ma al voto cattolico, forse, questa mattina ci ha pensato quando ha preso carta e penna per esprimere solidarietà e vicinanza al Papa a seguito della lettera pastorale ai cattolici irlandesi dopo le denunce di pedofilia alla Chiesa. E allora, per il premier, la scelta del Pontefice diventa una “risposta straordinariamente efficace”, davanti a “situazioni difficili” che diventano anche “motivo di attacco” verso la Chiesa. Attacco che, anticipando anche le polemiche del pomeriggio, Berlusconi assicura che è cosa lontana dalla “nostra gente” che “sa distinguere tra gli errori umani, di cui la storia è piena, e gli enormi frutti di bene che sono nati e continuano a nascere dalla radice cristiana”.

Il Pd fa muro Diversa, ovviamente, la reazione della politica a Bagnasco. Emma Bonino, che assieme a Mercedes Bresso si è sentita tirare in ballo in prima persona, commenta subito l’indiretto monito giuntole dal “parlamentino” dei vescovi italiani. E’ un “evergreen. Non c’é alcuna novità, sono le solite cose”. Anche il segretario del Pd cerca di non dar alimento alla polemica strettamente politica sulle prossime votazioni di domenica: “E’ un discorso serio”, dice commentando il richiamo morale rivolto dalla Cei affinché non si perda la percezione del politico che ruba anche alla collettività. Bersani sembra abbozzare una risposta anche sui “valori non negoziabili”: “Noi siamo perfettamente attenti non solo alla questione sociale ma anche a quello che la Chiesa da tempo definisce la questione antropologica. Non siamo assolutamente sordi a questo problema ma chiediamo che la politica possa prendersi la sua autonomia e la responsabilità di affrontarlo. Su questi temi deve esserci il confronto e una risposta per i cittadini”. Un modo per non scendere sul terreno della possibile strumentalizzazione del richiamo in chiave strettamente elettorale (“Non ci vedo un appello elettorale” dice poi Bersani in serata).

La maggioranza fa quadrato Naturalmente ben diversa la valutazione che viene dalla maggioranza: sono parole – ha detto il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri – che “impegnano tutti i cattolici e soprattutto i cattolici impegnati in politica”. Noi “siamo grati al cardinal Bagnasco per il suo contributo di chiarezza e saggezza”. Maurizio Lupi polemizza direttamente con la Bonino e con la sua definizione dell’intervento della Cei come un “evergreen”. “Le parole del cardinale Bagnasco saranno anche, come dice in maniera sprezzante Emma Bonino, un evergreen, ma indicano l’unica strada possibile per costruire una società che ponga veramente al centro la persona e i suoi bisogni. Mi dispiace per la Bonino, ma la politica è fatta di valori. Forse sarà un’idea non molto originale, di certo è l’unica veramente vincente”. Insomma per Lupi quelle parole sono in gran parte “ritagliate” per la candidata radicale alla regione Lazio anche perché il cardinale ricorda temi, come le discriminazioni nei confronti della Sanità cattolica che sono propri della campagna