Tratto da L’Osservatore Romano del 10 gennaio 2010

Mogadiscio – Non avevano la barba così come prescritto dai  precetti del Corano. E così decine di giovani, la maggior parte dei quali studenti ventenni, sono stati arrestati giovedì sera dalla polizia religiosa a Kismayo, importante porto e aeroporto del sud della Somalia.

La città è nelle mani degli Shabaab dal 2008, considerato da alcuni il braccio armato somalo di al Qaeda.

Quasi tutti gli arrestati, indicano fonti di informazione somale, erano al bar quando sono stati arrestati dalla polizia. Gli Shabaab, in effetti, avevano emesso un editto circa un mese fa in cui si intimava agli uomini di Kismayo di farsi crescere la barba, ma non i baffi, secondo quanto prescritto dalle norme islamiche. Sono durissime nella città portuale anche le regole che riguardano l’abbigliamento delle donne.

“Il nostro reparto speciale – ha confermato il capo della polizia locale, Cheikh Abu Hureyra Abdurahman – nello sforzo di far rispettare le buone pratiche religiose ha arrestato decine di abitanti che si erano rasati la barba. Ciò infatti è vietato dallo Stato islamico regionale”.

Gli “sbarbati” – anche se in realtà, secondo le testimonianze, qualcuno aveva un po’ di barba, ma appenna accennata – sono stati condannati a una pena lieve, secndo quanto comunicato dagli Shabaab: tre giorni di prigione, al termine dei quali dovrebbero essere rilasciati.

Secondo la testimonianza di un abitante di Kismayo se quei giovani, o qualunque altra persona già condannata, ricadessero nel “peccato”, la pena da scontare sarebbe, naturalmente, molto più severa.

Il medesimo testimone esprime anche una certa preoccupazione per il clima generale di tensione che si sta instaurando nella città portuale.

Gli Shabaab controllano tutto il Sud della Somalia, buona parte del Paese, e la quasi totalità di Mogadiscio.