Nota al Convegno, organizzato dal Vice Presidente 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, dal tema “Andare oltre la legge 180 nella direzione dei pazienti e delle loro famiglie. Finalmente al voto (?) in Parlamento la riforma dell’assistenza psichiatrica” , che avverrà mercoledì 9 giugno 2010 in ora pomeridiana nella Sala Capranica in Roma.

“Sono dieci milioni i malati psichici in Italia” lo affermò l’ex-Ministro Veronesi alla 1° Conferenza Nazionale per la Salute Mentale  svoltasi a Roma dal 16 al 18 dicembre 1999, promossa dal Ministro per la Solidarietà Sociale in attuazione dell’art. 1 della legge 162 del 21 maggio 1998 con “Programma di Azione del Governo per le politiche dell’handicap 2000-2003”( Testo approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 luglio 2000 ).

Sono passati 32 anni dalla chiusura degli “ex-manicomi” ( salvo i residui manicomiali ancora in assistenza presso le RSA, comunità assistite dalle Regioni o dalle USL) e “l’ammalato” è stato lasciato solo, con la propria famiglia senza alcun intervento per la  stessa e per la sicurezza della società. Molto più grave la situazione dei i pazienti difficili che non hanno trovato o non trovano tutt’ora una risposta nelle leggi 180 e 833 finendo per rappresentare un carico spesso insopportabile per parenti e società in generale.

Tutti sappiamo che i disturbi relativi alla salute mentale rivestono un’importanza crescente nei Paesi industrializzati, sia per il numero dei soggetti colpiti in costante aumento ed anche perché determinano un elevato carico di disabilità e di costi economici-sociali che pesano, ripeto, sui pazienti, sulle loro famiglie e sulla collettività, situazioni “trascurate”, direi una “punizione” agli handicappati psichici per una ennesima mancata riforma dell’assistenza psichiatrica, che ci aspettavamo nella manovra economica del Decreto-Legge del 25 maggio 2010,  molto attesa dal mondo della sofferenza e da quello cattolico !

Dalla legge 180 ( e direi anche dalla legge 833 ) ad oggi, giugno anno domini 2010, sono trascorsi, ripeto, 32 anni durante i quali la psichiatria italiana, quasi certamente, non ha fatto progressi nell’acquisizione di neuroscienze, di un più attento utilizzo delle discipline psicologiche, senza nuove regole etiche a tutela dei diritti dell’ammalato e della sua dignità.

Non si può ignorare il “problema” che vede coinvolti oltre 10 milioni di pazienti, dalla depressione primo disordine funzionale della persona,  alla schizofrenia grave stadio ultimo della malattia.

Non si può ignorare il “problema” che tocca le famiglie di questi sofferenti con il corredo pietoso di disagi, difficoltà di relazioni umane, di vivere alquanto irreale e vergognoso.

Non si può ignorare il “problema” coinvolgente il Servizio Sanitario Nazionale che spende miliardi di euro, mentre le famiglie debbono pagare le medicine, le quali se curano una “cosa”, necessitano altre per curare le conseguenze delle prime.

A tutt’oggi la politica non ha dato peso alla salute mentale, ( secondo i mass media molto “devota” a “rabberciare” incarichi rimunerativi d’ogni genere ), non riuscendo a sensibilizzarsi a considerare la tutela della salute mentale come priorità assoluta per la difesa della vita dei soggetti più deboli, poco valutando la realtà nella quale la famiglia vive oggi ed anche per quegli eventi quotidiani di follie che danno un segnale molto importante, preoccupante e sconvolgente anche per la sicurezza dei cittadini !.

Problemi irrisolti e che solo una soluzione rapida potrà liberare psichiatria e mondo della salute mentale da quella ambiguità rilevata anche dall’opinione pubblica e, forse, dallo stesso mondo medico, ricordando il peso sempre meno sopportabile per le famiglie, la disarticolazione fra medico ed interventi socio-legislativi nei malati gravi, quelli con cronicità, anziani, disabili per i quali ho presentato una Petizione al Parlamento ( n.911 al Senato della Repubblica – 12° Commissione Igiene e Sanità ; e n. 787 alla Camera dei Deputati – 12° Commissione Affari Sociali) sul così detto “budget del ricoverato”(sul quale gravano pesanti interrogativi) senza ottenere alcuna risposta !!! che, pare, avvenga nelle corsie ospedaliere dimettendo in nome di un pseudo risparmio anziani, disabili, malati terminali, una autentica eutanasia “fuori” dall’ordinamento etico e giuridico italiano, in contrasto con l‘art.25 della “Convenzione sui diritti delle persone con disabilità” dell’ONU, ratificata dalla legge 3 marzo 2009 n.18. L’opinione pubblica attende di conoscere la verità!!!

Anche il Santo Padre Benedsetto XVI° ha chiesto nelle “intenzioni” di pregare nel mese di giugno affinché le Istituzioni Nazionali ed Internazionali si impegnino nel rispetto e nella difesa della vita umana :  “dal concepimento fino al termine naturale” (dalla Lettera Pontificia all’Apostolato della Preghiera – Città del Vaticano – 31 maggio 2010 ).

Inoltre, la persistente funzione dei 7 Ospedali Psichiatrici Privati  e 6 Giudiziari ( che non solo contrastano con la legge 180, ma configgono con i dettami della Carta Costituzionale), dei problemi psicopatologici nelle carceri, formazione del personale sanitario, ricerca scientifica, tutela della salute mentale in età evolutiva, del “dopodinoi”( formazione di un Fondo Speciale nel quale confluire risparmi o beni in eredità gestito da un Ente Pubblico) ,sono un primo insieme di necessità bisognevoli di una riforma, tanto declamata dalla politica.

Ma è Parlamento la sede naturale delle decisioni e non Convegni, Simposi od altro dove si parla molto e si concretizza poco !!!

Onorevole Berlusconi vuole aiutare sinceramente e concretamente il mondo della sofferenza e quello cattolico?

La politica non è una pia illusione, ma come tutte le illusioni lascia il posto alla delusione ! Ci auguriamo, per l’ennesima volta, una riforma dell’assistenza psichiatrica, vera, civile ed illuminante e non la probabile possibile delusione ed inadeguatezza a danno e nei riguardi, come enuncia quel Convegno, “nella direzione dei pazienti e delle loro famiglie” ! “tematica”  che poco convince l’opinione pubblica!

Felice Previte

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