Roma, 15 giu. – (Adnkronos Salute/Ign) – Un bimbo di colore nato da genitori bianchi; l’ultimo embrione di una coppia, ultima chance per avere un figlio, impiantato in un’altra donna; tre embrioni distrutti perché ottenuti utilizzando lo sperma sbagliato. Sono tre casi eclatanti che fotografano la ‘lotteria della provetta’ in Gran Bretagna, dove sono in aumento gli errori compiuti durante i trattamenti di fecondazione assistita. I dati che saranno diffusi quest’estate – si legge sul quotidiano britannico ‘Daily Mail’ – mostrano 200 fra errori gravi e ‘quasi errori’ in un biennio, in aumento per il quinto anno consecutivo.

E gli esperti avvertono che il numero degli sbagli potrebbe essere più alto di quello riportato ufficialmente. Sabato scorso proprio il ‘Daily Mail’ aveva denunciato il caso della coppia bianca con un bimbo di colore, raccontandone la difficile quotidianità: per fecondare gli ovuli prelevati alla donna, i medici hanno utilizzato il liquido seminale non di un donatore ‘caucasico bianco’ come richiesto dagli aspiranti genitori, ma di un uomo sudafricano ‘di colore’. Nell’ottobre 2003 il Centro di fertilità regionale ha inviato una lettera di “scuse incondizionate”, assicurando che tutti gli interventi e i sistemi di controllo sarebbero stati messi in atto per evitare che un simile episodio accadesse di nuovo. Magra consolazione per la famiglia Williams. Adesso, in quello che sembra il primo caso legale del genere in GB, i Williams hanno fatto causa al Belfast Health and Social Care Trust chiedendo un risarcimento per lo stress emotivo, il discredito sociale e la rottura del contratto stipulato. Il bimbo, che adesso ha 10 anni, continua a chiedere a mamma e papà perché la sua pelle ha un colore diverso da loro e dalla sorella più grande, concepita anche lei con la fecondazione assistita. Non solo. Il mese scorso un ospedale londinese ha dovuto distruggere tre embrioni perché erano stati creati utilizzando lo sperma sbagliato. Un altro errore che ha aumentato le preoccupazioni e i dubbi sugli standard delle cliniche di fecondazione del Paese e sull’abilità dell’ente di controllo, la Human Embriology and Fertilisation Authority (Hfea), a sorvegliare questo mercato. Un mercato fiorente – quest’anno 35 mila donne si sottoporranno a fecondazione assistita – ma con troppi margini di errore: nel 2003-04 erano stati riportati 59 ‘incidenti’, nel 2006-07 si è arrivati a 173 e per il biennio 2008-09 il dato è superiore, 200 casi d’errore circa, secondo le prime anticipazioni dell’Hfea.