di Francesco Agnoli da La Bussola Quotidiana
Da anni, in quasi tutti i paesi d’Europa e non solo, vi è ogni anno un raduno nazionale, che prende il nome di “marcia per la vita”. Lo scopo è quello di manifestare pubblicamente una concezione della vita come dono intangibile, che è stata negata dal tempo in cui l’Occidente ha legalizzato e reso via via sempre più indifferente e banale il ricorso all’aborto. Questa marcia può essere di vari tipi, a seconda della sensibilità degli organizzatori e delle diverse attitudini dei vari popoli.

Costituisce, però, in ogni modo, un richiamo pubblico, e soprattutto è l’occasione per trovarsi, tra quanti ogni giorno cercano di portare avanti la loro piccola o grande battaglia per la vita: i cosiddetti pro life, o, come si diceva in passato, pro vita.

In Italia, purtroppo, una  marcia simile a quella presente negli altri paesi europei, o negli Usa, non esiste. Questo è dovuto a vari motivi, uno dei quali paradossalmente è la forte presenza, nel nostro paese, sino a pochi anni fa, di un grande partito, la Dc, che purtroppo ha contribuito, in vario modo, alla legalizzazione dell’aborto con l’introduzione della legge 194. Proprio quella Dc, colpevole di questo grande tradimento (del paese, della Chiesa e delle sue stesse origini), ha poi sempre voluto che i toni del confronto rimanessero molto bassi. Che i pro life italiani sussurrassero, piano piano, la loro posizione… per non infastidire, per non creare problemi, discussioni… Purtroppo questa commistione tra battaglia pro life e politica ha nuociuto fortemente alla causa.

Così abbiamo un paese in cui sono nate tante bellissime e lodevoli iniziative a favore delle ragazze madri, dei bambini, della famiglia (penso ai Centri di Aiuto alla Vita, al Progetto Gemma, al telefono SOS Vita…), ma ben poco è sorto, invece, sul piano della costruzione culturale. Pochi libri di bioetica, scarsa presenza di intellettuali e attivisti pro life, scarsa attività sul territorio per far conoscere veramente cosa è l’aborto, quali sono i rischi che corre la donna, quale è la vita profonda del feto ecc…Eppure l’informazione corretta costituisce il primo mezzo per prevenire la tragedia dell’aborto e per smascherare le bugie del partito di Erode.

Anche le “marce” e le manifestazioni pubbliche sono state ritenute, da molti, inopportune, quando invece, come ha insegnato il Family Day del 2005, hanno anch’esse una grande funzione.
Ma finalmente qualcosa si sta muovendo. Infatti quest’anno si svolgeranno due “marce”, una a Roma, il 22 maggio (www.Lifeday.it), con un passaggio davanti al Senato della Repubblica, ed una a Desenzano sul Garda, il 28 maggio (www.marciaperlavita.it).

Alla prima hanno già dato la loro adesione l’ideatore, Piero Pirovano, autore di tante belle battaglie per la vita, l’on. Carlo Casini e alcuni Cav (Centri aiuto alla vita); alla seconda, promossa dal Movimento Europeo Difesa Vita e Dignità umana (Mevd) e da Famiglia Domani, hanno aderito riviste come Il Timone, Radici Cristiane, Studi cattolici…, associazioni come Libertà e persona, Alleanza cattolica, l’Associazione Nazionale Famiglie Numerose, le Sentinelle del mattino, Vita umana internazionale, la Scuola di Cultura Cattolica di Bassano del Grappa, il Columbia Institute, e tante altre (tra cui MpV e Cav locali, associazioni di Scienza e Vita ecc..). Hanno aderito, inoltre, voci autorevoli di radio Maria, come Renzo Puccetti, il direttore del Timone, Giampaolo Barra, intellettuali come Cesare Cavalleri, Cristina Siccardi, Claudio Risè, Francesco Dal Pozzo, Massimo Viglione, Corrado Gnerre e tanti altri pro life conosciuti in Italia per le loro iniziative. Di grande spessore anche le testimonianze previste: il dottor Oriente, braccio destro di Pino Noia, noto co-fondatore dell’Aigoc e della Quercia millenaria, racconterà del suo passato di medico abortista, mentre Silvio Ghielmi, co-fondatore del Movimento per la Vita, ricorderà la nascita del Progetto Gemma, di cui è stato co-fondatore e primo gestore.

La camminata di Desenzano, che non vuole avere intenti di tipo “politico” nel senso deteriore del termine, ma solo costituire un incontro tra pro life italiani sparsi in varie zone, per un approfondimento dell’amicizia e dei temi all’ordine del giorno nel nostro paese, sarà dedicata all’eroe cubano pro life Oscar Elias Biscet e al grande Giuseppe Garrone, inventore, tra le altre cose, del telefono verde “SOS Vita”. Chi desiderasse aderire o avere informazioni può contattare: [email protected] o [email protected]