di Pippo Corigliano da  www.tempi.it

Oggi è il momento di formare i giovani su questo doppio binario, fede e professionalità, e la migliore formazione è l’esempio. Basta con gli adulti smarriti

 vaticano_statuar375-jpg-crop_displayLa pedagogia di papa Francesco è chiara: da una parte induce a uscire da se stessi, ad andare incontro agli altri, a darsi da fare per il bene materiale e spirituale delle persone. Dall’altra consiglia di coltivare un intenso rapporto con Dio: confessarsi, pregare un tempo consistente davanti al tabernacolo, recitare il rosario e così via. Il Papa elimina il dualismo tra vita attiva e contemplativa, fonte di equivoci.

Oggi il problema principale della Chiesa non è il Vatileaks o lo Ior. E nemmeno la legislazione sulle nozze gay, l’aborto, l’eutanasia (temi importanti ma non decisivi). Il problema sta nei cristiani insipidi. Sant’Agostino diceva che se i cristiani fossero cristiani non ci sarebbe nessun pagano. De Gasperi non voleva che la Democrazia Cristiana si chiamasse così, ma cedette per il pericolo comunista. Sappiamo che il nome “cristiana” è stato fonte di scandalo nel momento della decadenza ma sappiamo anche che nel Dopoguerra c’erano politici che univano una profonda vita interiore, una fede vissuta, al desiderio di servire il paese con grandi capacità professionali. Grazie a quegli uomini, e al lavoro di tutti gli italiani, l’Italia ebbe uno sviluppo prodigioso.

Oggi è il momento di formare i giovani su questo doppio binario, fede e professionalità, e la migliore formazione è l’esempio. Basta con gli adulti smarriti: dobbiamo dare esempio e fiducia. Si veda che frequentiamo i sacramenti e che affrontiamo con serenità e determinazione le difficoltà del nostro tempo.