di Elisabetta Del Soldato
Tratto da Avvenire del 12 maggio 2009

Nonostante i tentativi del governo britannico  di ridurre il numero di gravidanze tra le minorenni, questi continuano a salire così come il numero di aborti.

Secondo i dati diffusi ieri sul quotidiano “The Daily Mail” (dieci giorni in anticipo rispetto alla pubblicazione ufficiale da parte del ministero della Sanità), l’anno scorso su 40mila gravidanze tra ragazze sotto i diciotto anni più di 20mila sono terminate in aborti. Il dato è più alto rispetto a quello dell’anno precedente e in consistente ascesa dal 1999 quando il governo laburista introdusse la Teenage Pregnancy Strategy, una strategia per combattere il problema costata finora ai contribuenti più di trecento milioni di sterline, circa 320 milioni di euro. Il piano dell’esecutivo, guidato allora da Tony Blair, era quello di dimezzare il numero delle gravidanze fra le adolescenti entro il 2010. Ma ovviamente, ha commentato ieri il deputato conservatore Julian Brazier, «la strategia non ha funzionato».

«Questi dati – ha detto – sono l’ennesima conferma che viviamo in una società a pezzi che ha perso la bussola della moralità». Allarmato da una realtà sconfortante, il governo Brown ha presentato un mese fa un piano che prevede fra l’altro una campagna pubblicitaria martellante a favore dell’aborto.