Signor Presidente,

è indubbio che da tempo in Italia si registrano tentativi di legalizzare l’eutanasia, trascurando problemi di assistenza ai malati acuti o gravi.

Purtroppo c’è chi vorrebbe spingere la società ad essere selettiva sulla vita e sulla morte dei suoi membri, attraverso una, anche se impropria, licenza di uccidere in contrasto con gli insegnamenti di Ippocrate il padre della medicina che adottava il principio “Non darò a nessuno alcun farmaco mortale neppure se richiestomi,né mai proprorò un tale consiglio”.

La “Raccomandazione” n.776/1976 dell’Assemblea del Consiglio d’Europa afferma : “Il medico  deve placare le sofferenze e non ha diritto di accelerare il processo di morte”.

In Olanda dalla primavera del 2002 insiste una legge che permette di accedere all’eutanasia quando un malato è in condizione di malattia grave o di una patologia incurabile, in contrasto con la Convenzione Europea del 1999 che vieta espressamente ogni forma di eutanasia, come nel 1987 a Madrid e nel 1992 a Marbella l’Associazione Medica Mondiale si è espressa contro l’introduzione dell’eutanasia.

La Sentenza della Corte Federale Tedesca del 16 gennaio 1964 rifiuta il principio dell’eutanasia con “ogni uomo, anche il malato nella propria costituzione psichica ha il diritto ad essere rispettato nella sua dignità umana”.

Ed altre ancora, ma vorrei ricordare la “Convenzione sui diritti delle persone con disabilità” adottata il 6 dicembre 2006 dall’ONU, un ottimo Documento positivo, ma che contrastiamo negli artt-23 e 25 se applicati in riferimento alla salute riproduttiva, questi possono introdurre l’eutanasia, con la negazione al diritto alla vita e con la possibilità che vittima predestinata siano tutti i disabili o handicappati, ed alla lettera f “impedire il rifiuto dell’assistenza sanitaria o dei servizi sanitari nonché di alimenti o liquidi a causa della disabilità”.

Questa “Convenzione sui diritti delle persone con disabilità” è stata ratificata dal Suo Governo con il disegno di legge n.2121 il 20 febbraio 2009.

La medicina ed il dovere del medico sono di proteggere la salute, guarire le malattie, alleviare le sofferenze

Ma desidero fermarmi sull’ultimo “caso”, quello che ho “forgiato” quale “budget del ricoverato” che , pare, assilla i sistemi economico-finanziari ospedalieri e delle ASL, a causa dei tagli operanti dai bilanci sanitari regionali che potrebbero essere utilizzati per praticare l’eutanasia nei confronti delle persone malate, disabili, più deboli e più indifese.

In pratica, se vero, si obietta che il loro budget è troppo elevato tanto da preferire devolvere le risorse finanziarie disponibili, essendo limitate, ai casi acuti di soggetti giovani. Questo sarebbe un modo cinico di trattare il malato selezionando le maggiori prestazioni sia per età anagrafica, sia per la natura stessa della malattia.

Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, per quanto, in ipotesi, avviene nelle nosocomi pubblici e privati, non abbiamo ottenuta nessuna risposta al n/s appello da parte del Suo Governo e né dal Parlamento fin dal 30 ottobre 2009 con la Petizione n.787 alla Camera dei Deputati e col n.911 al Senato della Repubblica.

Nelle tante vicissitudini che la Torre di Babele della politica sta offrendo in questi n/s giorni, è bene considerare le situazioni della famiglia dove insiste un malato disabile, incurabile od in fin di vita sia esso in casa che nelle corsie ospedaliere.

Tutto quanto in ipotesi succede ha un significato altrettanto drammatico ed inquietante anche dal punto di vista sociale e sanitario, poiché si tende ad abbandonare al loro destino questi malati per lo più anziani, dimettendoli anzi tempo dalle strutture nosocomiali senza una adeguata protezione alternativa tanto da finire con l’aggravare il loro precario stato di salute in maniera irreversibile.

In pratica Signor Presidente del Consiglio dei Ministri una forma camuffata di eutanasia, una omissione di soccorso, “fuori” dalle regole legislative e dall’ordinamento giuridico italiano e da ogni forma di etica.

Ecco, se è vero quanto abbiamo supposto di rilevanza non comune con quel “budget del ricoverato”, questo ci induce a pensare che forse ci vogliono propinare come morire, dove e quando sino ad arrivare a rendere legale quanto di astruso si va insinuando nella gente.

Il mondo della sofferenza e quello cattolico attendono con fiducia!

Chiarisca se il “budget del ricoverato” sia vero!!!in maniera urgente prima delle ventilate ipotesi di elezioni anticipate.

Non faccio politica pro o contro nessuno, ma guardo alla realtà.

Nei momenti difficili della vita, specie della vita altrui in cui domina la sofferenza, non possiamo noi membri di una società civile, formata soprattutto da cattolici, come Lei si professa, di restare in scatole chiuse o sull’avventino di un pensiero individuale ed egoistico, ma guardare al Santo Vangelo ed avere il coraggio di prendere coscienza della n/s sensibilità interiore, che ci dovrebbe spronare e stimolare a fare una seria verifica dentro di noi per valutare quella vita altrui nonostante la sofferenza. Con viva cordialità

Previte

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