Tratto da Il Foglio del 4 marzo 2010

Al direttore – Adriano Sofri continua a spiegare che i radicali non sono abortisti, né “arciabortisti”, come li ha definiti, se non sbaglio, il direttore di Avvenire.

Uno può anche farsi il lavaggio del cervello da solo, ma per convincere anche gli altri ci vogliono argomenti, non mantra. Ricordo solamente che i radicali erano persino, e violentemente, contro la 194; che gestiscono l’associazione “Rientro dolce”, che predica la diminuzione da sei a due miliardi della popolazione mondiale; che a tal proposito Pannella si è spinto persino a elogiare la politica del figlio unico in Cina, cioè lo sterminio delle bambine; che in tanti loro opuscoli propagandistici degli anni Settanta si possono trovare frasi come queste: “Un ovulo fecondato non è necessariamente vita; non lo è per il padre e non lo è nemmeno per la madre. E’ una ipotesi di vita… non una concretezza” ; e ancora: a volte far nascere un figlio è “un atto di debolezza e di egoismo” mentre abortire è “una decisione matura e consapevole”. Se non è iper abortismo questo.
Francesco Agnoli