da Vatican Insider

Almeno 21 morti e decine di feriti è il primo bilancio di due distinti attacchi, in Nigeria e in Kenya, mentre i fedeli si apprestavano ad assistere alla messa

Tornano gli attacchi contro i cristiani in Nigeria e in Kenya, dove in due attentati compiuti durante la funzione religiosa sono morte almeno 21 persone.

Il bilancio più grave, venti morti, è stato registrato a Kano, città settentrionale nigeriana, già teatro di sanguinosi attentati da parte del gruppo islamista Boko Haram  (in lingua hausa “l’istruzione occidentale è un peccato”), dove è stato attaccato il campus universitario di Bayero.

“C’è stata una forte esplosione nei pressi di un teatro all’aperto molto vicino all’ex campus universitario durante la funzione religiosa cristiana”, ha indicato una fonte di sicurezza, mentre i residenti hanno riferito di avere udito colpi di arma da fuoco.  Il 20 gennaio scorso Kano è stata colpita da una serie di attentati coordinati del gruppo islamista Boko Haram, che hanno provocato almeno 185 morti.

In Kenya, una persona, presumibilmente il sacerdote, è morta e altre quindici sono rimaste ferite dopo che una granata è stata fatta esplodere questa mattina durante la funzione religiosa nella chiesa God House of Miracles nella capitale Nairobi.

Secondo la polizia, il prete stava concludendo la messa, quando uno dei presenti ha lanciato la bomba a mano e poi è fuggito. La chiesa colpita si trova nel quartiere Ngara, non lontano dal centro città. Attorno all’altare è ben visibile una pozza di sangue.

Al Kenyatta national hospital, i medici stanno facendo il possibile per salvare la vita ad alcuni feriti gravi. Da quando l’esercito keniano ha varcato il confine somalo nell’ottobre scorso per dare la caccia agli estremisti islamici Shebab, accusati di diversi rapimenti di turisti, il paese ha dovuto fare i conti con una serie di piccoli attentati ed esplosioni.

Sugli attentati odierni, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha esortato i I cristiani a reagire alle persecuzioni con “fortezza” e senza “volontà di vendetta”: “La persecuzione religiosa non è un fatto nuovo purtroppo. Si sperava che fosse qualcosa ormai ampiamente superato, ma di fatto non lo è in alcune parti del mondo”, ha detto il porporato a margine di un convegno a Roma.