E’, di fatto, il paradiso terrestre della nostra era che accomuna Oriente e Occidente. E’ la cattedrale dei tempi moderni, dedicata al culto del materialismo e del consumismo
Magdi Cristiano Allam
Tratto da Panorama del 4 settembre 2009
Tramite Protagonisti Per L’Europa Cristiana

Ciò che oggi accomuna gli Stati Uniti d’America, emblema del capitalismo mondiale e la Cina popolare, roccaforte dell’ideologia comunista che sopravvive al crollo del Muro di Berlino; l’Italia, culla del cattolicesimo e l’Arabia Saudita, terra sacra dell’islam; Israele, focolare del popolo ebraico e l’India, patria di un miliardo di induisti, è la religione universale del mercato che adora il dio denaro, predica il culto del materialismo, persegue la felicità del consumismo e ha elevato a santuario mondiale l’ipermercato.

L’ipermercato ci accoglie alla periferia delle città, troneggia nei quartieri e nei centri storici come simbolo della modernità e testimonianza della globalizzazione della materialità. Assume dimensioni sempre più imponenti per colpire il nostro immaginario; si evolve con forme sempre più elaborate per affascinare il nostro senso estetico; mette a disposizione un’offerta sempre più accattivante per catturare l’appetito di chi vuole possedere di tutto e di più; garantisce un comfort sempre più accurato per consentirci di trascorrervi più tempo possibile. E’ di fatto il paradiso terrestre dei nostri tempi: uno spazio immenso che dà il senso dell’infinito, del bello e del gioioso; la casa comune che abbraccia tutti amorevolmente; un labirinto di corridoi, piani interrati e rialzati, ascensori che si arrampicano lungo le pareti degli atri trasformate in piazze, fontane e giardini pensili che stimolano il fascino della libertà di movimento; una luminosità permanente, naturale ed artificiale, che ci tiene sempre desti e perpetua la nostra curiosità; una climatizzazione ideale che garantisce il benessere corporeo e che ci fa sentire bene.

L’importante è che, una volta dentro l’ipermercato, tutti indistintamente si sentano depositari del diritto inalienabile e del dovere sacro a “consumare, consumare, consumare”! L’ipermercato è il protagonista vincente della globalizzazione. Nonostante la crisi economica e il calo dei consumi, in Italia al giugno del 2009 sono sorti 8 nuovi ipermercati rispetto all’anno precedente, portando il totale nazionale a 426. Mentre gli esercizi commerciali piccoli chiudono e quelli medi faticano, negli ipermercati gli affari crescono perché i due terzi del fatturato si concentrano nel 5% dei punti vendita. Preferiamo l’ipermercato non solo per comprare tutto, ma anche per socializzare, passeggiare, mangiare, divertirci e rilassarci. E’ in assoluto il luogo più frequentato, con la più alta densità di popolazione del mondo, certamente è l’oggetto del desiderio più ricercato e probabilmente è il più amato.

Un tempo erano le cattedrali e le basiliche i simboli delle metropoli e delle città. Oggi sono luoghi sempre più disertati e trascurati. Il loro posto è stato occupato dagli ipermercati che sono diventati la nuova chiesa universale. Ebbene è arrivato il momento di decidere se continuare ad adorare il dio denaro con la prospettiva di essere economicamente sottomessi al capitalismo senz’anima alla cinese, o riscattare la nostra dignità come persone e come civiltà che qui in Europa si radica nella fede e nella cultura giudaico-cristiana.