di Andrea Tornielli dal Giornale

Rivelato un nuovo scandalo nel coro di Ratisbona, diretto per anni dal fratello del Pontefice. Ma associare le accuse di pedofilia a Georg Ratzinger è malafede: quando sono avvenuti i maltrattamenti lui non guidava ancora i ragazzi

La Chiesa tedesca è alle prese con i gravi scandali degli abusi sessuali su minori commessi da sacerdoti negli anni scorsi, e schizzi di fango – nell’ambiente mediatico italiano molto più che in quello della Germania – vengono gettati senza alcuna ragione anche sul fratello del Papa, monsignor Georg Ratzinger, dal 1964 al 1993 direttore del coro dei «Domspatzen», i «passerotti del Duomo» di Ratisbona. Nella giornata di ieri su molti giornali online, e prima sulle agenzie di stampa, il nome del fratello del Pontefice è stato del tutto arbitrariamente associato ai gravi e mai abbastanza deplorati casi di violenze su bambini e ragazzi perpetrati all’ombra di istituti religiosi, senza che nessuno abbia avanzato non soltanto accuse, ma nemmeno sospetti sul suo conto. E senza che alcun caso di abuso sia stato accertato o anche soltanto denunciato fino ad oggi come avvenuto nell’ambiente dei [TESTO]«Domspatzen»[/TESTO] durante i trent’anni della sua direzione. Questi i fatti: il vescovo di Ratisbona, Gerhard Ludwig Müller, nei giorni scorsi ha chiesto scusa alle vittime e alle loro famiglie per alcuni casi di abusi avvenuti in passato nella diocesi. Sul sito Internet diocesano è stato pubblicato un articolo nel quale si afferma che di recente sono state presentate alcune nuove accuse per fatti che sarebbero avvenuti nei primi anni Sessanta. Il nome del coro dei [TESTO]«Domspatzen»[/TESTO] viene citato per abusi consumati nel 1958 da un sacerdote, all’epoca vicedirettore del convitto dove abitavano i cantori[TESTO]. Questo prete, riconosciuto colpevole, era stato condannato a due anni di carcere[/TESTO]. Da notare che in quegli anni Georg Ratzinger non era ancora il direttore del coro. Un secondo sacerdote, invece, era stato condannato nel 1971 a 11 mesi di carcere per abusi commessi due anni prima, nel 1969. Questo secondo prete, nel 1959, aveva ricoperto soltanto per otto mesi l’incarico di responsabile del convitto dei cantori del Duomo (sempre in anni nei quali Ratzinger non era il direttore musicale), ma gli abusi dei quali è stato riconosciuto responsabile sono avvenuti dieci anni dopo, quando aveva già da molto tempo lasciato il convitto ed era, invece, il responsabile diocesano per la musica sacra. Dunque questo secondo caso non ha nulla a che vedere con i «Domspatzen». Entrambi i sacerdoti condannati sono morti nel 1984, lontano da Ratisbona. Per quanto riguarda invece gli episodi ancora da accertare, sui quali la diocesi intende fare piena luce, si tratta fino a questo momento di tre casi segnalati, uno dei quali non riguarda abusi sessuali ma punizioni corporali e metodi didattici troppo severi. Un secondo caso sarebbe avvenuto in una scuola, mentre in un terzo caso si denuncia un abuso avvenuto nel convitto dove alloggiavano e studiavano i «Domspatzen», ma agli inizi degli anni Sessanta, quando ancora il fratello del Papa non era direttore.

Il portavoce del vescovo Clemens Neck ha chiarito che, sia per le vecchie come per le nuove denunce, fino a questo momento in nessun caso si tratta di abusi avvenuti nel periodo in cui Georg Ratzinger, oggi ottantaseienne, dirigeva il coro. L’attuale direttore dei «Domspatzen» Roland Buecher, assieme al responsabile degli studi Berthold Wahl e al direttore del convitto Rainer Schinko, ha firmato una lettera nella quale si legge: «Noi siamo costernati per il fatto che simili casi vergognosi siano avvenuti in istituzioni ecclesiastiche. Abbiamo saputo che anche un ex allievo del Coro (all’inizio degli anni Sessanta) ha denunciato di aver subito abusi sessuali… Sulla base delle conoscenze che si hanno al momento, non è tuttavia ancora chiaro se gli abusi siano avvenuti nella nostra istituzione o nella scuola elementare di Etterzhausen (attuale Pielenhofen)». «Attraverso un articolo di stampa degli anni Cinquanta – continuano gli attuali dirigenti dei  “Domspatzen” – siamo venuti a conoscenza di una informazione concreta relativa a un abuso sessuale. L’allora responsabile del collegio, a quanto ne sappiano, era stato condannato per questo. A tutt’oggi non disponiamo di ulteriori elementi concreti su casi sospetti di abusi sessuali all’interno del Coro di Ratisbona».

Intanto però, il nome di Georg Ratzinger – che ieri ha dichiarato a una radio bavarese di «non essere a conoscenza di alcun caso di abusi sessuali» – è stato associato a queste vicende. Mentre dal Vaticano il vicedirettore della Sala Stampa fa sapere che la Santa Sede «sta prendendo molto sul serio tutta la vicenda dello scandalo di pedofilia in Germania» ma «non vuole intervenire direttamente sul caso Ratisbona».