Chiusa l’inchiesta degli inviati del Vaticano sulle molestie da parte del clero “Inadeguati e incapaci di arginare i casi di pedofilia”

GIACOMO GALEAZZI da Vatican Insider

Scure vaticana sui vescovi d’Irlanda. Più che un’inchiesta è la spiegazione del motivo per cui Benedetto XVI si appresta ad azzerare le gerarchie ecclesiastiche. «Controlli omessi, vescovi e superiori religiosi inadeguati e incapaci di vigilare e arginare il dilagare di gravissimi episodi di pedofilia nel clero, impunità per i colpevoli e indifferenza verso le vittime». A conclusione della visita apostolica in Irlanda, la Santa Sede rende nota una durissima relazione sulla bufera in Irlanda dei preti pedofili.

Piomberà sull’isola un radicale cambiamento di rotta. La denuncia dei nuovi casi sarà immediata e il Pontefice interverrà sulla «attuale configurazione delle diocesi per rendere le strutture diocesane meglio idonee a rispondere all’odierna missione». Scocca l’ora, dunque, per l’uscita di scena di tutti i vescovi che hanno insabbiato (sette dei quali già dimissionari) la verità sui preti pedofili e la fusione tra diocesi consentirà di ridurre il numero di presuli per migliorare la loro qualità. La Santa Sede esprime «sentimento di vergogna e senso di tradimento per gli atti peccaminosi e criminali alla radice di questa crisi».

La piaga è emersa a partire dal 2005 con le commissioni governative che hanno documentato migliaia di abusi sui minori, a partire dagli anni Trenta e per i decenni successivi (gli ultimi casi sono di un decennio fa), da centinaia di sacerdoti. E hanno descritto l’insabbiamento, o comunque la mala gestione delle denunce, da parte dei vescovi.Colpe confermate dagli ispettori vaticani, perciò verrà cambiata in profondità la «governance» della Chiesa irlandese. L’inchiesta sulla pedofilia svolta dagli incaricati di Benedetto XVI fa «mea culpa» per decenni di scandali che hanno coinvolto sacerdoti, suore e scuole religiose. Prima da cardinale poi da Papa, Ratzinger ha fatto della«purificazione» la sua linea d’azione: controlli a tappeto nelle diocesi e nei seminari. Dopo il terremoto, la Chiesa d’Irlanda avrà una nuova «configurazione» (inclusi i tribunali ecclesiastici) per assicurare «soluzioni adeguate e veloci». Attenzione prioritaria alle vittime e colpevoli «portati davanti alle autorità civili e alla Congregazione per la dottrina della fede».