Ghetti islamici nelle nostre città, 120 mila aborti legali negli ospedali pubblici e la legalizzazione della Ru486. Sono solo alcuni esempi della deriva laica che sta uccidendo l’Occidente
Magdi Cristiano Allam (Libero, 15 agosto 2009)

In Italia e in tutt’Europa è apparentemente in atto una sfida mediatica tra un ampio e crescente fronte laicista, che denuncia l’interferenza del papa Benedetto XVI nell’ambito della sfera pubblica percepita come una fortezza del potere secolare fino a immaginare che saremmo sottoposti a un’opprimente teocrazia cattolica, e tra la Chiesa che interviene puntualmente per sostenere l’inviolabilità dei valori non negoziabili a partire dalla fede nella sacralità della vita, la centralità della dignità della persona e il rispetto della libertà religiosa.

Ebbene la verità è che mentre la Chiesa affronta dei problemi reali che sono alla base di una tragedia storica che sta segnando il suicidio demografico, valoriale, identitario e della civiltà occidentale, il fronte dei laicisti tende a ignorare la realtà e a sostituirla con la virtualità dei polveroni mediatici, inventandosi di sana pianta delle tesi ideologiche assolutamente irrazionali e del tutto infondate, con l’ingenua speranza che screditando la Chiesa verrebbe meno la consistenza sia dei problemi reali che evoca sia dei valori non negoziabili che incarna.
In Italia il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, proviene dal Partito comunista ed è stato eletto dalla maggioranza di sinistra che è tradizionalmente laicista. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, si sta accreditando come il leader laicista di maggior peso ai vertici delle istituzioni. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, concepisce e pratica la vita in modo sostanzialmente laicista avulsa dalle considerazioni etiche di chi ha a cuore i valori non negoziabili. Più in generale i cattolici impegnati nella politica sono una minoranza arroccata sulla difensiva sia a destra nel Pdl e nella Lega Nord sia a sinistra nel Pd e nell’Italia dei Valori sia addirittura al centro nell’Udc, il cui acronimo “Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro” ora si declina semplicemente “Unione di Centro” con la soppressione di “Democratici” e di “Cristiani”. Quanto alla sinistra estrema e ai radicali hanno fatto della contrapposizione alla Chiesa la loro ragion d’essere. Se a ciò si aggiunge che il sistema giudiziario in Italia è prevalentemente egemonizzato da una sinistra laicista in virtù di una strategia di conquista perseguita scientificamente dal Partito comunista all’indomani della seconda guerra mondiale, si tocca con mano la preponderanza del fronte laicista nell’insieme delle istituzioni. In questo contesto come si può semplicemente immaginare, se non appunto in un ambito virtuale e di manipolazione mediatica, che un discorso del Papa possa avere un peso politico a tal punto rilevante da tradursi in un attentato allo stato di diritto come è stato recentemente denunciato?
In Europa la situazione è sostanzialmente identica. Se si sommano le mozioni di censura del Parlamento e della Commissione Europea, emerge che i due stati che più di altri al mondo violerebbero i diritti fondamentali dell’uomo sarebbero, non come si potrebbe immaginare la Cina, l’Iran, la Corea del Nord o l’Arabia Saudita, bensì Israele e il Vaticano. Il fronte laicista assertore del più assoluto relativismo è a tal punto solido che i cattolici all’interno del Parlamento Europeo considerano di per sé una vittoria il fatto che finora non vi sia una commissione interna che si occupi della famiglia, nella certezza che qualora ci fosse porterebbe alla messa a repentaglio della centralità della famiglia naturale nei paesi europei in cui le legislazioni vigenti la tutelano. Il Partito Popolare Europeo, il raggruppamento dei partiti d’ispirazione cristiana, ha messo tra parentesi la sua identità (Democratico Cristiano) e, comunque, non ha né alcun rapporto organico con le differenti Chiese cristiane né si considera vincolato alla morale cristiana. Questa nostra Europa, proprio perché si vergogna e rinnega la verità storica delle radici giudaico-cristiane, è essenzialmente un colosso di materialità senz’anima.
Ed è per tale ragione che finisce per odiare se stessa, facendo esattamente l’opposto di ciò che corrisponderebbe al proprio legittimo e sano interesse. Di fronte alla tragica realtà di un’Europa votata al suicidio demografico, con quasi tutti i 27 paesi membri al di sotto del livello di mantenimento della popolazione che è pari al tasso di natalità del 2,1% (in Italia abbiamo il primato negativo con l’1,32%), il fronte laicista anziché far propria una cultura della vita favorendo la natalità e sostenendo la famiglia naturale che è la sola a poter procreare, è ossessionato dalla volontà di affermare un’ideologia della morte legalizzando e diffondendo sempre più l’aborto, l’eugenetica e l’eutanasia, nonché a scardinare la centralità della famiglia naturale come pilastro della costruzione sociale e dell’educazione dei figli. E’ evidente che a fronte di problemi reali che vedono la Chiesa schierata a difesa della vita, il fronte laicista ostenta delle posizioni di chi non si vuole affatto bene, come emerge anche dalla legalizzazione della pillola abortiva Ru486, considerata alla stregua di un farmaco, come se la gravidanza fosse una malattia da curare e il bambino il male da eliminare. In quest’ambito i laicisti considerano un successo il fatto che nel 2008 in Italia sono stati uccisi, con certezza, 120 mila bambini tramite altrettanti aborti legali praticati negli ospedali pubblici, perché consiste ad un calo di aborti rispetto al passato. A questi aborti legalizzati va aggiunta la pratica dell’uccisione dell’embrione tramite la cosiddetta “pillola del giorno dopo”, di cui in Italia lo scorso anno ne sono state vendute 350 mila confezioni.
Parallelamente il fronte laicista sta abbattendo giorno dopo giorno il pilastro della famiglia naturale. Già quest’autunno la Corte Costituzionale potrebbe pronunciarsi a favore della parità tra la famiglia naturale e la coppia omosessuale sul piano dello status giuridico, compreso il diritto all’adozione e all’educazione dei figli. Lo scardinamento della famiglia naturale lo si constata anche dal trattamento riservato ai nostri anziani, affidati sempre più alle badanti straniere e agli ospizi.
A chi giova tutto ciò? Certamente ai musulmani che sono impegnati nell’islamizzazione dell’Europa. Già oggi i musulmani sono il 5% della popolazione dell’Unione Europea e nel 2050 diventeranno il 20%. Attualmente sono musulmani il 25% degli abitanti di Marsiglia e Rotterdam, il 20% degli abitanti di Malmo, il 10% degli abitanti di Parigi e Londra. Ma se si considera il dato demografico per fasce d’età, emerge che la crescita degli islamici è ancor più consistente tra i giovani, proprio perché gli autoctoni europei fanno sempre meno figli.
C’è un odio diffuso nei confronti del cristianesimo. In questo contesto si colloca la recente sentenza del Tar del Lazio che ha escluso l’insegnamento della religione come materia che conferisce crediti scolastici, partendo dal presupposto che il cristianesimo non può avere una “posizione dominante” rispetto alle altre religioni o ideologie, a dispetto del fatto che il 91,2% degli studenti frequenta l’ora di religione. Sempre in seno alla scuola il fronte dei laicisti è riuscito a emarginare la cultura e la tradizione cristiana, con sempre meno crocifissi nelle aule e meno presepi allestiti a Natale. Ma soprattutto questo pregiudizio finisce per ledere l’interesse nazionale quando si trasforma nel rifiuto di accordare i contributi pubblici per le scuole cattoliche, in particolare quelle impegnate nella formazione professionale, con il risultato catastrofico sia del blocco di una prospettiva di lavoro certo sia della crescita della devianza sociale tra i nostri giovani. Ed è paradossale che sono proprio coloro che si oppongono più di altri agli aiuti pubblici alle scuole cattoliche, sono ideologicamente schierati a favore delle moschee, delle scuole coraniche e della diffusione dell’islam. Sono purtroppo ancora troppi coloro che in Europa non comprendono il significato e la conseguenza della presenza di ghetti urbani e scolastici dominati dagli islamici, di una rete sempre più ampia di moschee e scuole coraniche dove si predica l’odio, la violenza e la morte contro gli ebrei e i cristiani. Siamo a tal punto infatuati dal multiculturalismo che troviamo persino civile che ci siano tra noi, ed è il caso della Gran Bretagna, dei tribunali islamici che sentenziano sulla base della sharia, la legge coranica, legittimando la poligamia, l’inferiorità della donna, l’inviolabilità del bene della vita e le punizioni corporali. Siamo a tal punto islamicamente corretti che anche se dobbiamo condannare un marito violento che manda ripetutamente la moglie al pronto soccorso con gravi lesioni fisiche, lo facciamo citando il Corano e sentenziando che il marito è da condannare perché il Corano non legittimerebbe la violenza sulle donne.
Bene. Deve essere chiaro a tutti noi che ciò sta accadendo in un contesto dove il fronte laicista s’impone e detta legge. L’Occidente che odia se stesso fino al punto da sottomettersi sia al falso mito del liberismo materialista e consumista sia all’arbitrio degli islamici è un Occidente laicista. Ed è di fronte all’orrore di un Occidente votato al suicidio che la Chiesa, sempre più emarginata, cerca semplicemente di difendere i pilastri della nostra umanità e della nostra civiltà.
Deputato Udc al Parlamento Europeo ([email protected])