da Il Messaggero

Il presidente dei senatori: chi assume la Ru486 a casa andrà in tribunale. Poretti: a quando il carcere a chi si masturba?

ROMA (3 dicembre) – Si infiamma il dibattito sull’aborto. Maurizio Gasparri firma un disegno di legge per modificare l’articolo 1 del Codice civile che attribuisce capacità giuridica al momento della nascita, anticipando questo riconoscimento al momento del concepimento. Per il Pd si tratta di un tentativo di «accerchiamento della legge 194, una forzatura». Alle critiche del Pd Gasparri ha replicato: «Sono loro che vogliono violare la legge sull’interruzione di gravidanza». Il disegno di legge, è stato firmato dal presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri, dal vicepresidente vicario Gaetano Quagliariello e dalla vicepresidente Laura Biancon. «Non vogliamo modificare la legge 194 – spiega Gasparri – intendiamo fissare un argine contro un uso improprio delle tecniche abortive che la legge non consente e definire i confini della legge secondo le intenzioni che furono allora del legislatore, e farlo contro i tentativi di allargamento oggi in atto». Chi assume o somministra la pillola abortiva RU486 a casa andrà «dritto dritto in tribunale» ha aggiunto Gasparri. «Se qualcuno si illude che con la pillola RU486 si possa fare l’aborto fai da te da casa, sappia che andrebbe contro la legge 194, e che noi interverremo a tutela di questa legge che non consente la banalizzazione dell’aborto. Usare a casa la RU486 vuol dire finire dritti in tribunale». «Per tenere una trincea, a volte è necessario farne una più avanzata». Gaetano Quagliariello spiega così il senso del ddl. Un testo in un solo articolo che «vuole essere una bandiera – continua il vicepresidente dei senatori del Pdl -, una misura che nasce dalla preoccupazione che la legge 194 possa essere scardinata dall’interno». Secondo Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita e ispiratore del provvedimento (nel 1995 ne presentò uno analogo di iniziativa popolare), «non ci sarà nessun cambiamento automatico» nelle procedure abortive: «il cambiamento ci sarà in termini culturali». Il Pd: legge 194 accerchiata, la pillola non si tocca. Per Anna Finocchiaro «il Pdl sta girando come un avvoltoio sulla legge 194 sull’aborto, nella speranza di farla fuori, anche se in modo indiretto». La senatrice Vittoria Franco parla di «accerchiamento della legge 194, per svuotarla e renderla inefficace mettendola in contraddizione con altre norme». «Chi spiega al senatore Gasparri che la RU486 non sarà venduta in farmacia? L’Aifa ha introdotto il farmaco solo per gli ospedali» ha commentato il senatore del Partito democratico Lionello Cosentino della commissione Sanità di Palazzo Madama. Livia Turco è contraria a definire i diritti dell’embrione, come se avesse gli stessi diritti di una persona in essere. Anche la senatrice Dorina Bianchi, capogruppo del partito in commissione Sanità, spesso su posizioni non distanti dalla maggioranza in tema di bioetica, stigmatizza: «Dire che il concepito è un soggetto giuridico mi pare una forzatura». Nel Pdl Benedetto Della Vedova parla chiaramente «di una legge propagandistica e programmaticamente ipocrita». Poretti: a quando carcere a chi si masturba?. «Nella deriva ideologica dei senatori Maurizio Gasparri, Laura Bianconi, Gaetano Quagliarello, resta aperta solo una domanda: a quando il carcere per chi masturbandosi uccide spermatozoi?»: è la domanda chiaramente provocatoria della senatrice radicale eletta nelle liste del Pd, Donatella Poretti. «La loro proposta di modificare l’art.1 del Codice Civile per il riconoscimento della soggettività giuridica di ogni essere umano fin dal concepimento è l’ultimo atto – in ordine cronologico – dello Stato che si impossessa di corpi e coscienze lasciando all’individuo solo il ruolo di passivo spettatore di una vita, nascita e morte, decisa in Parlamento da novelli interpreti della Verità ». «Fingere – conclude Poretti – che ciò non aprirà contenziosi di tipo giuridico con la legge 194 che disciplina l’aborto, è far torto a chi per anni si è battuto contro e quindi all’ispiratore del disegno di legge presentato oggi al Senato, cioè al Movimento per la Vita». L’associazione Luca Coscioni, per bocca della vice segretaria, Filomena Gallo, docente di etica e legislazione nelle biotecnologie in campo umano a Teramo, definisce la norma un divieto implicito, con effetti indubbi sull’applicazione della legge 194.