È stato il primo a inviare un aiuto concreto alle popolazioni di Taiwan colpite i questi giorni dal tifone Morakot. Ancor prima che terminassero le piogge e le inondazioni, martedì 11 agosto Benedetto XVI ha fatto pervenire attraverso il Pontificio Consiglio Cor Unum una donazione di 50.000 dollari destinata al soccorso materiale delle regioni maggiormente investite dalla furia delle tempeste.
La locale nunziatura apostolica è stata esortata dal dicastero vaticano a “ripartire il contributo tra le circoscrizioni ecclesiastiche toccate dalla calamità, curando con gli eccellentissimi ordinari che il gesto del Papa possa raggiungere in special modo i più bisognosi, quale segno della sua spirituale vicinanza e della sua sollecitudine nelle presenti loro sofferenze”, come riferisce al nostro giornale l’incaricato d’affari della Santa Sede monsignor Paul Russel.

La diocesi più colpita – spiega monsignor Russel – è quella di Kaohsiung, all’estremità meridionale di Taiwan:  tre chiese sono state distrutte, altre tre scoperchiate, 78 case sono state spazzate via dal fango e dal pietrisco che hanno sepolto 22 persone. La diocesi di Hwalien, sulla costa orientale, e la diocesi di Kiayi, al sud, sono state colpite in modo simile. Immediatamente la donazione del Papa è stata consegnata ai vescovi delle tre diocesi, Peter Liu Cheng-chung, Philip Huang Chao-ming e Thomas Chung An-zu. Con il passare dei giorni è divenuto chiaro che anche le diocesi di Taichung e Hsinchu hanno riportato danni, anche se minori. Nella diocesi di Tainan l’inondazione ha colpito alcune chiese e il monastero delle clarisse. Nell’arcidiocesi di Taipei, che pure è stata nell’occhio del tifone, non vi sono  stati  morti  né  chiese  danneggiate.
“La situazione – racconta monsignor Russel – è ancora difficile e non è ancora possibile valutare la dimensione reale della tragedia. Interi villaggi sono stati sepolti. L’esatto numero dei morti non è quantificabile. Molti villaggi sulle montagne sono rimasti isolati, senza elettricità né acqua e senza mezzi di comunicazione o di trasporto”. Caritas Taiwan sta lavorando senza sosta per le esigenze immediate di quanti soffrono. Gli istituti scolastici e gli ospedali cattolici sono mobilitati e forniscono un servizio di grande utilità.
Una celebrazione in memoria delle vittime è stata promossa dalla Conferenza episcopale regionale cinese sabato 15 agosto, nella chiesa della Santa Famiglia a Taipei. A presiederla il segretario generale della Conferenza, Otfried Chan. All’omelia monsignor John Hung Shan-chuan, arcivescovo di Taipei e presidente dei vescovi, ha sottolineato come il Papa sia stato il primo leader mondiale a inviare aiuti agli sfollati di Taiwan e ha esortato tutti a mettere da parte un dollaro al giorno per 64 giorni, destinando il ricavato a opere di carità. La colletta domenicale del 16 agosto nelle parrocchie delle sette diocesi è stata destinata agli aiuti umanitari. In accordo con il Governo, la Chiesa invierà volontari ad assistere i sofferenti. Dal canto loro, i vescovi del Paese hanno scritto ad alcune conferenze episcopali chiedendo sostegno materiale.
Al termine della celebrazione si è svolta una cerimonia simbolica per la consegna della donazione papale, che monsignor Russel, in rappresentanza del Pontefice, ha idealmente affidato a monsignor Hung, il quale a sua volta l’ha offerta al vice-ministro degli Interni, Chung-ming Tseng, in rappresentanza delle vittime della catastrofe. Nell’occasione l’incaricato d’affari ha sottolineato il valore di “segno concreto della vicinanza spirituale e della sollecitudine pastorale del Papa per quanti soffrono”, auspicando che il sostegno materiale e finanziario proveniente da tutto il mondo serva a far sentire la popolazione di Taiwan meno sola. Anche i Cavalieri del Santo Sepolcro hanno offerto somme di denaro per il soccorso delle vittime. Alla fine ognuno dei presenti ha offerto una rosa bianca – il bianco è il colore del lutto nella cultura cinese – in memoria di chi ha perso la vita a causa del tifone.

(©L’Osservatore Romano – 22 agosto 2009)