Dopo le ricorrenti “mattanze” causate da menti psichicamente instabili, a danno di minori parenti estranei o tematiche riguardanti stupri violenza spicciola e continuata tra adolescenti aggressività tra consanguinei dove spesso ci “scappa” il morto che si sono succedute in questi ultimi tempi, ancora una volta riteniamo necessario considerare e riconoscere che l’Italia è Nazione assolutamente inadeguata sul piano preventivo ed assistenziale rispetto a certe patologie psichiatriche.

La dimostrazione è quasi quotidiana.

Infatti, da notizie dei mass media, a Comacchio Mario Cavalieri persona con problemi psichici e di dipendenza ha aggredito la Vigilessa che gli notificava il Trattamento Sanitario Obbligatorio fratturandole la mandibola e barricandosi in casa.

I militari dell’Arma intervenuti sfondando la porta di casa lo hanno arrestato per minacce gravi, resistenza a pubblico ufficiale,  lesioni colpose gravi ed anche in possesso di coltelli.

In precedenza aveva minacciato di far saltare la casa ed altri episodi di una certa gravità e tali che hanno costretto il Sindaco all’emissione del TSO notificato dalla Vigilessa. ( art.2° legge 180, art.35 legge 833).

Ancora una volta si verifica il contrasto nelle leggi 180 e 833 tra la libertà dei “trattamenti sanitari volontari” ( art.1 comma 1° ed “il diritto in TSO di comunicazione del paziente con chi ritenga opportuno” e “consenso e la partecipazione di chi vi è obbligato ( art.1° comma 4, 5 e 6). Come può un individuo senza lucidità avere una tale scelta. La legge va rivista:

Bene rispettare la sua dignità ed i suoi diritti, ma in quel momento è persona non padrona delle proprie azioni.

Ma il principio basilare dello psichiatra Basaglia, padre della legge 180, era quello di curare e non segregare il malato psichico.

Il nostro dovrebbe essere uno Stato che riconosca o sostenga le iniziative che sorgono da parte di quanti uniscono spontaneità e vicinanza ai cittadini bisognevoli dì aiuto,”iniziative” da tramutare in provvedimenti legislativi, anche alla luce di quanto “dicono” i recenti rilevamenti statistici Istat indicanti che in Italia 1 cittadino su 10 soffre d’ansia , di cui il 60% sono donne.

Ma che fine stanno facendo quei valori morali irrinunciabili e facenti parte della nostra etica civile?

Il contributo al dibattito sulla disabilità psico-fisica che si svolge, ogni tanto, ma in breve nei mass media anche europei e per migliorare la qualità della vita delle persone disabili fino al 2015obiettivo e Raccomandazione del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa-, è sempre auspicabile che abbia spunti di riflessione, di riguardo, di consapevolezza per “vedere” l’handicap, specie mentale, in maniera più aderente alla realtà , perché non è vero che lo stigma del silenzio e della vergogna affianca il “malato” e la sua famiglia, come si vuol far credere !!!

La situazione dei servizi pubblici riabilitativi evidenzia la costante necessità di servizi ancora disattesi, con particolare riferimento ad alcune specifiche categorie di disabilità psichica cronica o temporanea.

Ancora sono insistenti larghe fasce di “necessita”che risultano effettuate in maniera parziale, come patologie derivanti da danni neurologici (ritardi mentali più o meno gravi), da stress, ansia, depressione,  epilessia e da problematiche relative per l’età evolutiva, sarebbe opportuno valutare che sono impellenti

1.)  strutture residenziali ad hoc una per Regione per pazienti gravi;

2.)  strutture residenziali aperte 24 ore su 24;

3.)  protezione ed appoggio alle famiglie;

4.)     funzionamento delle strutture all’interno degli ospedali

“situazioni” trascurate dai provvedimenti sanitario-legislativi successivi alla chiusura dei “manicomi”o poco esistenti nei sistemi sociali di accoglienza dei pazienti psichiatrici, specialmente gravi.

Attualmente in caso di manifestazioni acute della malattia psichiatrica interviene il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) consistente nel ricovero coatto per 7 gg, rinnovabile per un periodo complessivo di un mese. Il ricovero avviene in un reparto ospedaliero, se e dove esiste, ed il trattamento è esclusivamente farmacologico. Superato il TSO la “persona” dovrebbe essere seguita in strutture territoriali carenti, perché richiedono forti investimenti finanziari. E’ necessario progettare l’attivazione di più strutture, anche ambulatoriali, in grado di rispondere, in maniera preventiva, a tutta quella fascia dell’handicap mentale, anche della prima infanzia, che attualmente non trova risposta sul territorio.

E’ augurabile, nonché necessaria, una legge-quadro nazionale, da noi urgentemente richiesta, con le Petizioni n.5 e n.6 al Senato della Repubblica e col n.9 alla Camera dei Deputati, anche da tempo inoltrata al Governo Berlusconi ed al Parlamento, intesa a mettere in condizione le singole Regioni a legiferare in maniera omogenea, ai sensi dell’art.117 della Costituzione, sulla traccia di quella legge-quadro nazionale, onde tutelare la salute delle persone colpite da disturbi psichiatrici e garantire la sicurezza di tutti i cittadini.

Queste “necessità”, per il momento, non le abbiamo riscontrato né nei programmi  di questo Governo, nè nella impostazione politico-programmatica della politica in generale, né nelle “iniziative parlamentari”.

Sono “necessità” attese dalle famiglie e dall’opinione pubblica, onde evitare quelle “mattanze” o quegli episodi come a Comacchio che quasi giornalmente avvengono nelle nostre città a causa , ripeto, di carenze delle strutture atte alla prevenzione, cura ed eventuale reinserimento sociale di questi soggetti “malati”.

Felice Previte

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