Il giornalista alle comunali con il suo movimento, Amo l’Italia • L’area di riferimento, dopo l’allontanamento da Casini, è il Pdl. Con un occhio alle politiche
di Carlo Russo
Tratto da Italia Oggi il 21 settembre 2010

Al culmine dell’attuale frammentazione partitica anche Magdi Allam gioca la sua carta per rafforzare il movimento che ha fondato («Amo l’Italia») ed essere in pista nell’eventualità di elezioni anticipate. Per alzare la voce e dire «ci sono anch’io» ha scelto Bologna, nervo scoperto della sinistra e opposizione di destra che annaspa, tanto che il commissario è diventato popolarissimo tra i bolognesi, stanchi di una politica pasticciona e litigiosa. «Ci presenteremo alle urne con la nostra lista», annuncia Magdi Allam, gettando sconcerto tra i berlusconiani, che già se la debbono vedere in sede locale coi finiani e con la Lega. «L’area di riferimento è il centrodestra, ma faremo alleanze solo con chi condivide i nostri valori».

Un assaggio politico lo aveva fatto candidandosi in marzo (lista «Io amo la Lucania») alla presidenza della Regione Basilicata, con uno schiaffo all’ex-amico Pier Ferdinando Casini (che appoggiava il candidato Pd) ma anche al Pdl, a cui ha tolto l’8, 6% dei voti. Ex-vice direttore del Corriere della Sera, Magdi Allam venne accolto da Casini nell’Udc ed eletto deputato europeo. Dopo un po’ di tirocinio a Bruxelles i rapporti si sono raffreddati e ha puntato su Ali, Amo l’Italia, gruppo fortemente anti-immigrazione islamica e contrario a uno spostamento dell’Udc verso il centro-sinistra. Così alle elezioni amministrative di primavera a Bologna vi saranno sia una lista Udc che la lista di Allam, ormai ex-casiniano. Per fare le cose per bene, è venuto a Bologna a inaugurare la sede del suo movimento «che si rivolge», annuncia, «ai bolognesi di buona volontà, coloro che hanno scelto i valori non negoziabili piuttosto che il relativismo e che credono nelle regole anziché praticare l’arbitrio. Intendiamo guidare la città con un approccio diverso, alternativo». Prenderà voti? La curia bolognese, governata da monsignor Ernesto Vecchi, supporter del centro-destra, ha accolto con favore il suo arrivo e quindi i cattolici più intransigenti potrebbero seguirlo, in più qualche consenso potrebbe sottrarlo alla Lega Nord, che non avrà più il monopolio contro la moschea. «Bologna è una città politicamente disorientata, grassa, infelice, vecchia, con un bassissimo tasso di natalità autoctono, che ha subito una immigrazione selvaggia, senza regole, con l’idea di un multiculturalismo che si limita a dare diritti senza chiedere doveri», scandisce, da leader politico, Magdi Allam. «Tanto che il centrosinistra ha immaginato a Bologna la moschea più grande d’Europa, ma se perdiamo il riferimento ai nostri valori siamo più islamici degli islamici, vittime dell’islamicamente corretto». Il candidato sindaco sarà Fabio Battistini, assessore mancato alle ultime elezioni amministrative perché candidato nella lista perdente di Alfredo Cazzola, l’ex-mister Motor Show che sfidò Flavio Delbono. Adesso ci prova come sindaco. Battistini è presidente della Consulta delle associazioni familiari e spera di partire da qui per fare bella figura. Assicura: «esiste già in città una buona base di sostenitori, senza i quali non saremmo nemmeno partiti». Nella notte del 22 marzo 2008, durante la veglia pasquale celebrata da papa Benedetto XVI nella basilica di San Pietro, Magdi Allam ricevette dalle mani del Pontefice i sacramenti dell’iniziazione cristiana, completando un lungo percorso che lo ha spinto a sancire il definitivo distacco dall’Islam, la religione ereditata dai genitori. L’evento suscitò l’interesse dei mass media di tutto il mondo. Da quel momento egli non ha mai smesso di firmare articoli e interventi su quotidiani e riviste col nuovo nome di Magdi Cristiano Allam. «Il mio movimento politico», dice, «può svolgere un ruolo importante nella società italiana perché l’aggregazione avviene solo sulla base dei valori che professiamo e non per altri interessi. Ci stiamo preparando e rafforzando anche perché ritengo le elezioni politiche molto probabili e molto vicine». Quindi ci sarà il simbolo Ali alle elezioni politiche? «Certamente». Da Bologna alla Romagna, dove Allam è andato ospite dei salesiani, ai quali ha fatto una specie di lezione: «Troppi italiani vivono senza regole e indifferenti alla propria tradizione e cultura giudaico-cristiana. È opportuno imporre ai migranti il rispetto delle nostre regole fondamentali, a cominciare dalla sacralità della vita e della persona umana, dal rispetto della donna, e da tutti quei valori non negoziabili mutuati in molti casi dal cristianesimo».