dal Vangelo secondo Mt 18,1-5.10

In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». 
Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me. Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».

Il commento

Il più grande dei comandamenti, il più grande nel Regno dei Cieli… Chi seguiva e si avvicinava al Signore non aveva molta fantasia. Come il cuore di ciascuno di noi, monotono e sempre in cerca di qualcosa per cui appassionarsi, risultati, misure da esibire, cifre e numeri a stabilire il perimetro della propria presenza: più “conti” e più sei grande, e addio paura della fine… Dietro a questa frenesia di sapere chi e che cosa sia il più grande, si cela infatti l’interrogativo al quale nessuno sa rispondere: esiste il Cielo o finisce tutto qui? Gesù ci conosce e così, invece di rivelare chi sia il più grande, indica un cammino e una soglia che annunciano l’unica risposta che conta: il Cielo esiste, e possiamo entrarvi. Ma occorre convertirci e abbandonare i criteri adottati sinora. Eh sì, perché nel Regno dei Cieli si entra solo se si diventa tanto piccoli da passare inosservati.

Impossibile. In ricerca perenne di affetti, gratificazioni e stima che ci “ingrassino” al punto che nessuno ci possa togliere dalla scena, neanche sappiamo da dove cominciare per “dimagrire”… Ci abbiamo provato forse, fallendo miseramente. Da soli non ce la facciamo, perché l’uomo, “nel suo amore verso il bene, è indebolito da molte passioni che si trovano nella sua anima. E’ quindi necessaria all’uomo la custodia degli angeli” (San Tommaso d’Aquino). Il loro sguardo infatti è fisso sul volto del Padre nel quale riconoscono il riflesso di ogni suo figlio. Gli angeli ci vedono già in paradiso, per questo possono accompagnarci lungo il cammino di ritorno a casa. Sanno persuaderci come fecero con il figlio prodigo, ricordandoci la nostra dignità; ci custodiscono distogliendoci dalla menzogna dell’orgoglio, perché nessuno di noi abbia più a disprezzarsi. La nostra vita è quella di Gesù!