Dott. Franco Previte

L’11 febbraio 2010 la Chiesa Cattolica celebra la “18°Giornata Mondiale del Malato” nella cui ricorrenza la nostra riflessione ci porta ad esaminare ed a valutare quella sofferenza di quanti “portano”e “posseggono” nel proprio corpo i segni di patologie diverse.

Nel Messaggio del Santo Padre per la diciottesima “Giornata Mondiale del Malato” ci porta a considerare che “ogni cristiano è chiamato a rivivere la parabola del buon Samaritano” ed usando le parole di Gesù, il Sommo Pontefice ricorda “che il Maestro ci esorta a chinarci sulle ferite del corpo e dello spirito di tanti nostri fratelli e sorelle che incontriamo sulle strade del mondo”.

La “Giornata”, che richiamiamo con largo anticipo, non è solo un evento-ricordo di questa ricorrenza, ma un richiamo a verificare ed a considerare le ansie, le speranze e le necessità dei malati e dei loro familiari oggi che si stanno verificando “eventi” drammatici ed inquietanti, pare, nei nostri ospedali..

Esaminando la quotidianità, riscontriamo che non sempre la vita di ogni giorno ci aiuta a riconoscere la sofferenza, come viene valutata “l’azione umanitaria e spirituale della Comunità ecclesiale verso gli ammalati ed i sofferenti nel corso dei secoli si è espressa in molteplici forme e strutture sanitarie”

La presenza della Chiesa nel mondo della salute, quest’anno con l’11 febbraio coincide con il 25° anniversario della fondazione del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute,( il Ministero della Salute della S.Sede) sempre presente a trasmettere e difendere i valori evangelici a difesa della vita umana

Ma, nei nostri giorni, pare, che si va uniformando una situazione anomala come valore civile percepibile con la ragione, in quanto si tenderebbe ad abbandonare al loro destino cittadini della nostra Italia, ammalati cronici, dimettendoli anzitempo dalle strutture ospedaliere senza una adeguata protezione alternativa, tanto da addivenire un aggravamento della loro condizione, per favorire “pazienti” più giovani o ammalati acuti. In poche parole questo usare la “spesa prevista” a favore di “soggetti più giovani”, che ho riproposto per una chiara verità nella Petizione al Parlamento Italiano come “budget del ricoverato”, sarebbe una significativa indicazione tragica, poiché è molto evidente voler dimettere senza alcuna giustificazione, “ammalati cronici” dai nosocomi pubblici o privati.

Se questa metodologia venisse applicata potrebbe subentrare la possibilità che tutti, specie i disabil(fisici, psichici, terminali ) possono correre il rischio di subire questa “violenza”, come pare col “budget del ricoverato”, che offende la dignità della persona e nega il diritto alla vita, che non abbiamo dubbi a considerare una “forma” anticristiana, crudele, incivile, di abbandono del malato: una licenza di uccidere.

Questa è eutanasia! Fuori” dal contesto civile e dall’ordinamento giuridico italiano.

Perché il delirio per gli animali (che rispettiamo) è intenso e per converso non c’è delirio, anche, per questa umanità sofferente che dovrebbe essere in vetta alle buone regole etiche e civili ?

Purtroppo la famiglia, oggi “bersagliata” da drammi che si verificano nelle famiglie, deve sperare nella risoluzione, anche, di questo “allarme sociale”, di natura pressante, di emarginazione, di disinteresse, di silenzi e che costituisce uno stato di grave emergenza latente, mentre , in genere, chi subisce il dramma  resta nella perfetta solitudine. Forse nella odierna società ancora esistono per l’uomo gesti di bontà, di solidarietà, di rispetto, ma sono purtroppo molto limitati o sostenuti da uno strato di marcata e malcelata onestà d’intenti, seppur nei singoli c’è un certo risveglio ed una fiduciosa apertura alla solidarietà di ciascun uomo o donna di buona volontà.

Per i cristiani l’uomo è creatura di Dio, Magistero della Chiesa rinnovato dal S. Padre Giovanni Paolo nell’Enciclica “Evangelium vitae” che sull’eutanasia afferma essere “…uccisione deliberata moralmente inaccettabile di una persona umana”, come nei secoli la Chiesa ha sempre sostenuto.

Nel Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI° del 3 dicembre 2009 per la “18° Giornata Mondiale del Malato” ha usato forti e coraggiose parole di sostegno, di denuncia  e di impegno rivolte alla comunità internazionale ed un’ invito ad operare con modalità prioritarie e propositive dove il S.Padre dice “ mi preme aggiungere che, nell’attuale momento storico-culturale, si avverte anche l’esigenza di una presenza ecclesiale attenta e capillare accanto ai malati”.