di Alessandro Pagano

Dopo Lettonia, Portogallo e quasi tutti gli stati dell’USA anche il Parlamento italiano ha detto no alla legge sull’omofobia. Contemporaneamente dentro il PD è scoppiato quello che tutti già sapevano, l’inconciliabilità fra il maggiore partito italiano della sinistra e i cattolici.

Con 286 voti favorevoli e 222 contrari, quindi con una netta maggioranza, il Parlamento italiano ha votato l’incostituzionalità, affossando definitivamente, la proposta di legge presentata dal PD, primo firmatario l’On. Concia, unificata ad una analoga dell’Italia dei Valori, primo firmatario l’On. Di Pietro, tali proposte miravano ad introdurre nel codice penale il reato di omofobia. Una legge che se fosse passata avrebbe introdotto un nuovo reato, il mancato riconoscimento di un diverso orientamento sessuale in tutte le sue svariate forme sarebbe stato perseguibile penalmente. In altre parole, la sinistra voleva far passare dalla finestra il riconoscimento giuridico dell’omosessualità.

Facciamo qualche esempio dello scampato pericolo: diventando reato nessuno avrebbe potuto rifiutarsi di celebrare un matrimonio civile (anche religioso) di coppie dello stesso sesso. Nei seminari obbligatoriamente si sarebbero dovuti accettare anche omosessuali. Nessun tipo di “discriminazione” sarebbe stata accettata rispetto a persone di sesso diverso e quindi l’adozione di bambini da parte di coppie dello stesso sesso sarebbe stata imposta, pena una condanna per quanti non adempissero a questo dispositivo.

L’educazione sessuale nelle scuole, anche elementari o materne, ma anche l’insegnamento delle scienze naturali e umane avrebbe dovuto prevedere l’esistenza di un terzo “genere”, con ovvi condizionamenti culturali nei confronti degli adolescenti.

Sono soltanto alcuni esempi che servono a dimostrare le richieste “ovvie” che la lobby omosessuale aveva già in mente di richiedere, appena la legge sarebbe stata approvata. Fra l’altro questa potente lobby è abituata a rilanciare attraverso forme di vittimismo e di presunta discriminazione, quando risulta più che evidente che nel nostro Paese si ha tanta tolleranza (ed è anche giusto) e tanta libertà verso coloro che vogliono vivere la loro vita come meglio credono. Ma un conto è fare quello che si vuole della propria vita a casa propria, un conto è imporla con la violenza ad altri. Ecco perché otto deputati del PDL (Mantovano, Lupi, Bertolini, Maurizio Bianconi, Saltamartini, Pagano, Vignali, Farina) si sono opposti affermando che “la discriminazione è un concetto ampio e da un concetto così esteso deriva uno spazio enorme di intervento penale. Se costituisse aggravante qualsiasi discriminazione o istigazione alla discriminazione per motivo di orientamento sessuale, la madre che cercasse di persuadere la figlia di non sposare una persona che manifesti un orientamento ‘bisessuale’, per esempio, rappresentandole i rischi per la formazione di un nucleo familiare stabile, rischierebbe l’imputazione di violenza privata, aggravata da discriminazione per motivo di orientamento sessuale. Conseguenze come questa, e altre ancora più aberranti, limiterebbero in modo inaccettabile sia la libertà di espressione del pensiero, sia la libertà e l’autonomia delle persone nell’esercizio dei propri diritti e nella regolazione dei propri interessi, violando i diritti fondamentali di libertà statuiti dagli artt. 21 e 30 della Costituzione”.

Concludo questo intervento con una valutazione sulla democrazia. Il PDL è stato quasi compatto nel voto contro questa legge sull’omofobia ma non ha criticato quanti hanno votato contro (ci sono stati 10 astenuti e 8 voti a favore della tesi sostenuta dalla sinistra). Il PD invece ha avuto 3 astenuti e appena un voto contrario all’omofobia, quello dell’On. Binetti. Ebbene la povera Paola Binetti è stata massacrata ! Ora che lei votasse contro la legge sull’omofobia era scontato, tutti conoscono la sua posizione di militante dell’Opus Dei, anzi quando la candidarono nel 2006 la sinistra si vantò di ciò per catturare i voti cattolici. Oggi invece cambiano rotta a dimostrazione che il Partito Democratico sta mostrando il suo vero volto e cioè che sui temi etici non c’è “trippa per gatti”. Chi non si allinea ai post-marxisti è fuori !

E il futuro per i cattolici in quel partito si farà ancora più duro visto che, chiunque vincerà, sarà ostile alle tesi cristiane. Provo a spiegarmi meglio. Bersani vuole fare una versione rinnovata dell’Unione, con dentro tutti i neo-comunisti di Rifondazione e dintorni, rimasti fuori dal Parlamento. Marino vuole un laicismo spietato e attentissimo alla disciplina di partito sui temi etici. Franceschini dice di fare un partito moderato e leggero orientato a sinistra ma come si è letto sui giornali è stato il più violento contro la brava e  stimatissima parlamentare teodem.

… detto ciò, ognuno tragga le conseguenze!