Il 13 maggio 2010 ricorre il 32° anno dalla emissione della legge 180 e 833, quelle “leggi” che hanno chiuso i “manicomi” senza predisporre strutture alternative per la prevenzione, cura ed inserimento sociale (?) dei sofferenti psichici, mentre l’opinione pubblica attende una definizione e che quasi si riconferma ogni giorno la carenza, innanzi a follie drammatiche, non ultima quella in Calabria dove un figlio ha ucciso la propria madre ed il fratello. Costernazione ed indignazione pervade nell’opinione pubblica per i diversi “episodi” creati da menti psichicamente malate che avvengono verso stupri, violenza spesso spicciola tra adolescenti ed aggressività tra consanguinei, dove spesso ci scappa il morto!

Non essere sensibili a questi problemi significa deludere sempre le aspettative della società. La solidarietà sociale, principio altamente etico che ogni uomo deve sostenere verso i più sfortunati della vita più bisognosi e … … più diseredati, è un concetto che deve indurre tutti, specie le Istituzioni troppo “attente” alle litigiosità, ad essere portatori di diritti, di doveri di uguaglianza e pari dignità sociale più volte richiamata dalla nostra Costituzione. La “strada” sociale dei valori della giustizia, della solidarietà, delle equità, delle pari opportunità che guida ancora il cittadino attento, fa ritornare in mente una vasta categoria di sfortunati come terremotati, i senza casa, i disoccupati, i disabili fisici ed anche i malati mentali “sfollati” dai manicomi o “relegati” in casa che ancora, tutti, aspettano dopo anni risposte adeguate alle loro rispettive situazioni. Questi “ultimi”, da molti anni, ancora “lottano” per ottenere quei diritti legali ed anche quelli di rispetto umani che costituiscono la ragione profonda ed il motore propulsivo per il miglioramento della loro condizione di vita ed il godimento di protezione per la vita e la salute. Le famiglie di questi “desaparecidos della nostra civiltà”, prendono atto di un bilancio alquanto deludente dei vari responsabili della vita pubblica, che hanno ritenuto ripeto, intenti come sono nelle loro litigiosità, che la “problematica dell’assistenza psichiatrica” è da considerarsi esautorata, malgrado appare evidente che l’invocato provvedimento legislativo ( Testo Unificato Burani-Procaccini) è “sparito misteriosamente” dalla 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati dall’aprile 2005). L’opinione pubblica auspica che si perseguino sforzi per assicurare quei benefici che non lesino l’inalienabile dignità della persona umana. Nell’opinione pubblica,comunque, persiste intenso il timore di perdere quei diritti etico-sociali condensati nel rispetto della persona malata, che una progressione di “esternazioni” in occasioni eclatanti o di varie “ricorrenze” vanno affermando, esaurendosi per fermarsi, infine, alle parole che non trovano riscontro nella vita quotidiana. La sola “cosa” che resta a questi inermi concittadini colpiti da handicap psichico in questa “32° Giornata”, è la speranza che la sconfitta fin oggi registrata, sia un domani di sincero rispetto e lucido realismo, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri !

Franco Previte

Presidente dell’associazione Cristiani per servire

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