Il 12 maggio 2013 si volgerà a Roma la terza “Marcia per la Vita”, occasione ed ottima iniziativa che vuole affermare un atto di civiltà e di impegno in difesa della vita. 

La vita va difesa dal suo concepimento alla conclusione naturale, un dono concesso da un “Dio Misericordioso”, come ci ricorda Papa Francesco I ” nell’incontro di Gesù con l’adultera “ ( 17 marzo 2013 Angelus Piazza San Pietro ), ma dobbiamo considerare che insiste nel mondo un grande ed intenso smarrimento in cui uccidere è diventata una “moda” e questo atto arreca un danno alla sacralità della vita: di ogni vita ! “ Lei che seguì con Fede il Suo Figlio fino al Calvario, ci aiuti a camminare dietro a Lui, portando con serenità ed amore la Sua Croce per giungere alla gioia della Pasqua ““ A Maria affido in particolare voi, carissimi giovani, ed il vostro itinerario verso Rio de Janeiro. Buon cammino a tutti !” 

Con queste parole il Papa invoca la Vergine Maria, per poi raccomandare alla sua intercessione “specialmente chi sta vivendo situazioni più difficili”. Poi il pensiero del Papa è per “ le persone in difficoltà “( Angelus 24 marzo 2013 )  Ma “ essere cristiani significa amare la vita, amare la natura, ma soprattutto amare il prossimo, in particolare le persone in difficoltà” ( dal Palazzo Apostolico Papa Benedetto XVI° 17.12.2012 ) 

Nel Messaggio “ Generare la vita vince la crisi “ del 24 ottobre 2012 il Consiglio Episcopale Permanente della Chiesa Cattolica ha ribadito la sacralità della vita nascente che è per i Vescovi “ la logica del dono, la strada sulla quale si innesta il desiderio di generare la vita, l’anello a fare famiglia in una prospettiva feconda”.

Il Testo sottolinea come anche la crisi economica e del lavoro aggrava anche quella della natalità tra i futuri sposi nel progettare il matrimonio ed anche a quelli sposati nel generare figli . 

La vita degli altri, in contrasto con tendenze fuorvianti moderne e demagogiche diffuse è considerata, per alcuni, non degna di considerazione e rispetto come la propria : un egoismo, un qualunquismo, un relativismo aberrante. 

Continuano i Presuli che “non si esce dalla crisi economica generando meno figli” o “soffocando la vita con l’aborto”, ma facendo forza sulla verità della persona umana riconfermando “ il valore fondamentale della vita “. ( Messaggio CEI per la 35° Giornata Nazionale per la Vita ). 

E’ l’esatta analisi del comportamento dell’uomo moderno che nega la vita altrui ritenendosi come l’unico possessore di un potere assoluto di libertà, che non abbiamo remora definire di libertinaggio, che non ha né vuole limiti o divieti, né donati dalla natura né quelli stabiliti dalle leggi divine, quindi assenza assoluta di rispetto della dignità di vita, né quella già nata, né quella debole, dove è racchiuso il concetto di protezione di ogni vita nascente o vivente.La protezione etica della vita nascente che è un dono di Dio, và difesa tutta, dall’infanzia sola od abbandonata, fino al declino naturale non procurato.Oggi il mondo è ancora molto scosso dalle notizie di una diffusione nell’autorizzazione dell’eutanasia. Ma ci si consenta una domanda : se il nascente o vivente fosse portatore di disabilità psico-fisica, quale valore ha la sua vita La famiglia che nega od è ostile al fiorire di una nuova vita, anche se per motivi comprensibili non accettabili, si può definire un nucleo di persone, ma non certamente una famiglia ! 

A questo bisogna con coscienza aggiungere che a volte occorre molto coraggio quando si è consapevoli di mettere al mondo una creatura che per tutta la vita si porterà dietro delle menomazioni siano esse fisiche che psichiche, pesante fardello presente e futuro profondamente umane e meritevoli di grande considerazione . 

E’ verso questo orizzonte che occorre solidarietà/amore e verso le quali si devono convergere le attenzioni della società e soprattutto delle Istituzioni, come suggerisce Papa Francesco 1°, ma “ tutti, anche non cristiani, abbiamo questa necessità di sentirci custodi dei doni del Signore, necessità che viene resa visibile ed efficace : la bontà e la tenerezza”. (24 marzo 2013 Angelus Piazza S. Pietro ) 

La salute è il bene più prezioso che l’uomo possa avere ed in questo giorno, peraltro, non può essere disatteso il pensiero anche nei riguardi di coloro che portano nel loro corpo i segni di una grande sofferenza psico-fisica e nella ripetizione rassicurante e rinnovante della vicinanza del Pontefice agli ammalati li ha definiti “ né inutili, né abbandonati “ ( 2 dicembre 2012 Angelus del Santo Padre Benedetto XVI° ). 

Ma non possono essere ignorate le famiglie, le loro ansie, le loro speranze, le loro necessità, mentre la società civile  in una solidarietà esteriore, continua a chiudersi nel guscio del proprio egoismo, in un relativismo davvero disarmante . 

Come Buoni Samaritani Benedetto XVI° non manca di citare tratti della storia della Chiesa per stimolare, in questo Anno della Fede,  tutti ad intensificare la carità, presupposto essenziale del Magistero della Chiesa Cattolica . 

Nell’odierna società della violenza il rispetto dell’uomo, nascente o malato, resta sempre indifeso ed amareggia il constatare che malgrado ogni sforzo l’egoismo cresce sempre più. 

Gli uomini di buona volontà, soprattutto noi cattolici, siamo ri-chiamati dal Messaggio dei Vescovi a tenere alta la coscienza della grandezza del carattere e del valore sacro della vita, di tutta la vita. 

“Donare e generare la vita” sottolineano i Presuli è importante per una Italia che si vuol rinnovare, ma che richiede interventi decisionali seri e non più procrastinabili sulla persona e sulla famiglia nella consapevolezza che “ la vita vince anche la crisi ” (Messaggio Consiglio Episcopale Permanente 5 febbraio 2012). 

E con le parole del Beato Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza ! ”(NMI,58)

 

Previte

 

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