Diritto alla vita o alla morte?

Il 10 ottobre 2010 ricorre la “Giornata Mondiale della Salute Mentale “ sostenuta dalle Nazioni Unite, (WFMH- World Federation for Mental Health), per sensibilizzare il pubblico sui problemi di salute mentale nel mondo, nel ricordo dell’uomo-malato debole ed indifeso, che come tale, non viene “aiutato” dalle risorse globali stanziate ancora insufficienti, come ci ricorda l’Organizzazione Mondiale Sanità, per l’espandersi dell’aumento delle necessità distribuite in maniera difforme tra nord e sud nel mondo. Il tema centrale di quest’anno 2010, verte sul rapporto tra “benessere mentale e malattie croniche”.

1.) Nel mondo, questa patologia viene definita una “aggressione alla serenità ed all’equilibrio mentale”.

Un recente disarmante sondaggio di rilevamento statistico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità condotto su 192 Paesi, ha evidenziato uno stanziamento di bilancio sanitario ancora troppo esiguo per la salute mentale. Lo studio ha focalizzato che il 70% della popolazione dispone da 3,96 a 4,15 psichiatri ogni centomila abitanti, da un valore di 9,8 in Europa a 0,04 in Africa, inoltre un quinto spende meno dell’1 % delle risorse finanziarie per la salute mentale e stimando che più del 13% delle spese sanitarie sia dovuto alle malattie neuro psichiatriche ( Fonte OMS).

Con problemi mentali, 873.000 persone si suicidano ogni anno, il 25% dei Paesi non ha una legislazione in materia, il 41% non ha una politica definita per la salute mentale, il 25% dei centri sanitari i malati non hanno accesso ai farmaci psichiatrici. I disturbi mentali colpiscono con maggiore frequenza le popolazioni sfavorite dal punto di vista intellettuale, culturale, economico, scarsa alimentazione, conflitti armati, nonché catastrofi naturali giganteschi recentissimi con il loro carico di mortalità, di interdipendenza tra l’AIDS, la tossicodipendenza e l’uso disordinato della sessualità.( Fonte Pontificio Consiglio Pastorale della Salute per Operatori Sanitari).

La schizofrenia, sopratutto la depressione-ansia, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, é considerata la seconda patologia nel mondo e colpisce il 2% circa della popolazione di tutti i Continenti :

*da        0     a  1500  milioni di persone soffrono di disordini neuropsichiatrici ;

*da    480     a    500  milioni di persone soffrono depressione – ansia ;

*da    200     a    350  milioni di persone soffrono di tono dell’umore ;

*da      60     a      83  milioni di persone sono ritardati mentali

*da      22     a      29  milioni di persone soffrono di demenza;

*da      18     a     22   milioni  di persone soffrono di schizofrenia

* ( Da Atti 1° Conferenza Internazionale Vaticana Dolentium Hominum n.34  28/30 novembre 1996 ).

2.) In Europa la malattia mentale è in continua evoluzione e costituisce un peso sociale e sanitario non indifferente. Una persona su 3 soffre di disturbi mentali, una su 4 soffre di problemi di salute mentale, 1 su 7 di depressione o ansia.  La patologia mentale interessa oltre il 27% di persone e fra i 18 e 65 anni soffre di qualche disturbo mentale ( Fonte Libro Verde – UE). Il 6% degli europei soffre di depressione, spesso i giovanissimi : ne soffre il 4% degli adolescenti ed il 9% i diciottenni. Vittime di suicidi sono circa 58 mila, mentre in Italia avvengono solo 6 suicidi ogni 100 mila persone ( Fonte Commissione Europea).

3.) In Italia, ahimè !, il “fondo salute mentale è molto lontano da ogni lodevole ragione”. Non si investe, e secondo recenti indagini statistiche, la psichiatria è lasciata al “brado”, infatti gli studenti preferiscono altri settori sanitari, privilegiando quello inerente la sanità odontoiatrica più redditizia.

La realtà psichiatrica è diversa da quando nel 1978 vennero promulgate le leggi 180 e 833. Il 40% delle richieste al medico di famiglia ed il 20% dei ricoveri, pare, siano conseguenti a patologie psichiatriche, mentre il trattamento dei servizi pubblici che affrontano il panico, la depressione o schizofrenia dimostrano che è inadeguato e costosissimo. Sono circa 500 mila pazienti in ambito psichiatrico che entrano in contatto ogni anno con i servizi pubblici. A fronte di una spesa sanitaria di 3,5 miliardi di euro, 5 milioni di cittadini, circa, devono ricorrere alle cure private ( 9° Congresso Nazionale della Società Italiana Psicologia).

Sono circa 10 milioni le persone che soffrono di patologie mentali ( Fonte Ministero del Lavoro e Politiche Sociali); il 16% da varie forme di disagio mentale( Censis) ; il 4% di disturbi mentali, mentre il 30% assume psicofarmaci. Soffrono di disturbi psichici il 15% gli uomini ed il 25% le donne, dai 18 ai 30 anni di depressione gli adolescenti in circa 80 mila. Ogni anno 235 bambini tra i 0-12 anni vengono ricoverati per disturbi mentali e l’autismo colpisce 2 bambini su 1000 (Istat); 1 adolescente su 4 fa uso di droghe ed alcoolici (Eurispes).

Altre forme in evidenza sono l’anoressia e bulimia con il 9%, il 2,5% di giovani fa uso di caffè, droghe leggere, alcool ( Datamedia ). Le famiglie che vivono un dramma di psicopatologia grave sono circa 600 mila e 200 mila famiglie con un familiare che non risponde alle cure oppure non vuole curarsi e le strutture pubbliche sono più numerose al nord, gli operatori sono circa 30.700 e ne mancherebbero almeno 5000-7000 ( Ansa ). Rilevanti sono l’Alzheimer , l’autismo, la schizofrenia , il computer addition ( disordine psichico per persone che trascorrono molto tempo al computer). E ci fermiamo.!

Questi pochi aridi dati statistici citati, anche se a volte possono costituire dubbi o perplessità, non ci distolgono dal pensare e constatare che i dolorosi fatti compiuti da menti psicologicamente alterati e di raptus, che quasi ogni giorno avvengono nel n/s Paese, costituiscono una verità, una fondamentale dimostrazione di questo grave disagio sociale che deve richiamare alla realtà le Istituzioni.

4.) Comunque in questa “Giornata” non possono essere dimenticati quanti portano nel loro corpo queste sofferenze, ma non possono essere disconosciuti i familiari, le loro ansie, speranze, necessità, mentre la società civile teme per la propria sicurezza, anche se in una pseudo solidarietà esteriore, continua a chiudersi nel guscio del proprio egoismo e di un relativismo sempre più virulento, efficace ed invadente.

Nella nostra storia contemporanea si vuole introdurre, non più l’assistenza affettuosa al malato, ma un’azione con la quale per una qualunque ragione o logiche di convenienza, si vuol porre fine alla sofferenza per una morte indolore, che non abbiamo alcun dubbio a definire eutanasia.

Per fare qualche esempio :

l’eutanasia neonatale, cioè quella autorizzazione ad “eliminare” bambini sotto i 12 anni portatori di gravi malattie o di infinite malformazioni, mali incurabili, ”intesa” costituita in Olanda;

l’eutanasia social economica, cioè quella, se vera, autorizzazione ad abbandonare al loro destino disabili, anziani con gravi malattie che comportano una spesa sociale per una lunga degenza o una lunga cura ( in Italia vedi “budget del ricoverato”, oggetto della n/s Petizione n. 191 al Senato della Repubblica e n. 787 alla Camera dei Deputati, ancora, purtroppo, inevasa daparte del Parlamento. Perché??? ;

5.) Per i cristiani l’uomo è creatura di Dio, al quale compete il diritto alla vita o alla morte, Magistero della Chiesa rinnovato dal Santo Padre Giovanni Paolo 2° nell’Enciclica “Evangelium Vitae” che sull’eutanasia afferma essere “…uccisione deliberata moralmente, inaccettabile di una persona umana”, concetto rinnovato più e più volte dai Vescovi e dal Santo Padre Benedetto XVI°. Per il mondo civile l’essere umano, la persona, la ragione e la logica non chiedono di morire, ma di vivere !

Quando la malattia pone nella situazione di sofferenza, soprattutto nella patologia psichica, il compito della comunità (= Istituzioni) deve essere quello di concorrere ad un maggiore impegno di tutela del “malato” ormai, oggi, “dimenticato e defraudato del proprio diritto di tutela e di cura”.

La patologia mentale, spesso cronica, costituisce uno stato di emergenza latente perché il sofferente spesso è un elemento disgregante della famiglia stessa, ma soprattutto della società, quest’ultima deve anelare nella speranza di risoluzione di questo disagio sociale e non nell’emarginazione, che di fatto, avviene malgrado ogni affermazione di natura istituzionale.

Il “malato”, in Italia, deve uscire dal lungo buio tunnel della disperazione e della sofferenza che da ben 32 anni trascorsi, non vede alcun spiraglio di luce.

Per le famiglie il vero dramma è costituito nelle varie malattie psichiatriche, molte e gravi, ma sopratutto dalla solitudine in cui spesso vengono a trovarsi.

6.) Nel campo della solidarietà la Costituzione Europea ( 29 ottobre 2004) rinnova e garantisce nel Titolo 4° art.II-94-95 la sicurezza sociale e la protezione della salute con “un livello elevato di protezione della salute umana” che auspico in una possibile Direttiva Comunitaria da me richiesta al Parlamento Europeo valida e con la stessa efficacia per tutti malati psichici esistenti nei 28 Stati membri della Comunità Europea.

Nel programma del progetto Organizzazione Mondiale della Sanità è considerato necessario un consistente aumento dei fondi da investire per l’assistenza e la cura di chi soffre di disturbi psichiatrici da parte dei Paesi a basso reddito, ma sopratutto anche da quelli più ricchi nei quali si può annoverare il n/s Paese.

In Italia il problema malattia mentale deve essere risolto dal Parlamento, ( e da quello Europeo, ripeto, con una Direttiva Comunitaria come abbiamo umilmente “suggerito” nelle n/s Petizioni ), in quanto la rilevanza sociale attesta l’esigenza di una legislazione adeguata ed efficace, a tutela dei diritti e della dignità degli “ammalati”, anche per la sicurezza di tutti i cittadini “cosa” che non è avvenuta da parte del Governo Berlusconi nei 5 Punti Programmatici di recente discussione in Parlamento.

E questo ci dispiace, senza alcun risentimento, perché si sperava in una profonda attenzione e valutazione,

una priorità assoluta, ripeto, “ dimenticata” dal Governo Berlusconi ! Perché ? Percé? Perché?

7.) Per concludere, solo in questa maniera possiamo considerare la celebrazione di questa “Giornata Mondiale per la salute mentale” un evento che andando fuori dall’ambito italiano, non deve essere solo rievocazione, ma un fatto costruttivo denso e pieno di significati per ogni Paese nel mondo.

Previte

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