Avvistato un pover’uomo colpito da una sfortunata fortuna. Aveva vinto alla lotteria parecchi denari, è stato trovato morto, assassinato a 47 anni. “Incassato il tesoro, Abraham si compra un orologio Rolex, un bel fuoristrada e una casa da un milione di dollari. Dice di «non amare le cose materiali» e promette di creare una fondazione per i poveri.” Poi una storia di di avvoltoi, gli girano intorno e sono come api sul miele. Incontra una donna, sparisce. L’altro giorno, sotto una coltre di cemento, sono stati rinvenuti i suoi resti. Una vita azzannata da una fortuna imprevista, e gettata in un buco senza ritorno. La storia, qualunque essa sia, non cambia per un colpo di buona sorte, inutile e pericoloso rincorrere chimere. Sono come Medea queste fortune, uccidono i loro figli, sempre. Si moltiplicano lotterie, speranze e delusioni. La vita è quella donataci, in essa si incarna il Signore, provvedendo, amando, perdonando. Con Lui, solo con Lui, possiamo esser felici esattamente come siamo, esattamente dove siamo.

La sentinella

Lotteria killer, da milionario a vittima Florida, il destino di Abraham Shakespeare. Voleva aiutare i poveri: trovato morto

WASHINGTON – Abraham Shakespeare pensava di aver svoltato. Camionista della Florida, semi-analfabeta, vita di sacrifici e precedenti penali, tocca il cielo comprando un biglietto della lotteria nel 2007. Un gesto fortunato, perché è quello vincente. Il premio è di 30 milioni di dollari diluiti nel tempo, ma lui preferisce l’opzione che prevede 17 milioni «tutti e subito». È l’inizio di una storia che si chiude con la morte di Abraham, probabilmente assassinato.

Era tutto scritto, dicono oggi i familiari. Per il camionista, 47 anni, quel tocco della fortuna gli ha portato solo guai. E spiegano perché. Incassato il tesoro, Abraham si compra un orologio Rolex, un bel fuoristrada e una casa da un milione di dollari. Dice di «non amare le cose materiali» e promette di creare una fondazione per i poveri. Ma intanto attorno a lui si forma una corte dei miracoli, molto aggressiva. Abraham è assalito dalle continue richieste di denaro. Amici, persone che lo conosco appena, disperati. Il cellulare diventa rovente per le chiamate. Il camionista, non dimenticando il suo passato, tende la mano, non respinge nessuno. Ma forse è poco prudente. Di sicuro — spiegano— è ingenuo. E attorno girano gli squali. A cominciare da un ex collega di lavoro che promuove un’azione legale sostenendo che il biglietto della lotteria gli era stato sottratto da Abraham. Una vicenda finita in tribunale e conclusasi con la vittoria del camionista.

Le cose per Shakespeare si complicano quando incontra Dee Dee Moore. Furba, presunta artista, lo contatta sostenendo di voler scrivere un libro sulla sua vita. Una volta agganciato il «pollo», Dee Dee, 37 anni, si autonomina «consulente finanziario». In realtà – accusano i parenti – punta ai soldi. Tanto è vero che la donna cerca di ostacolare i contatti diretti tra Abraham e la sua famiglia. Se cercano l’uomo, è lei a rispondere. Si mette in mezzo, manovra per tenere le distanze. E poi si «impossessa » della villa di Lakeland, Florida, dove convive con Shakespeare. L’accerchiamento è completato, parte la seconda mossa. A partire dalla primavera, Abraham è irraggiungibile. Nessuno lo vede più in giro, la compagna con la quale ha avuto un bimbo lo cerca invano. La mamma è preoccupata, anche se pensa che «il figlio sia scappato ai Caraibi» per vivere tranquillo.

Dee Dee si comporta in modo strano. Racconta che Abraham era malato di Aids, poi offre denaro a testimoni affinché raccontino di averlo incontrato. Di nascosto, la donna sposta ingenti somme di denaro dal conto del camionista sul suo. Quasi un milione di dollari. Risorse che usa per rifarsi il guardaroba, il parco macchine, dove entrano una Corvette ed una Hummer, e garantirsi lunghe vacanze in hotel di lusso. Quando i familiari la chiamano, lei fornisce versioni vaghe. «Abraham se ne è andato perché non voleva più garantire gli alimenti all’ex compagna – giura la donna -. Sono stata io a favorirne la fuga». A quanti le chiedono del denaro risponde che della vincita al lotto sono rimasti gli spiccioli. Ad accrescere il mistero arrivano degli strani sms spediti dal cellulare dello scomparso. Messaggi per tenere buoni quanti lo cercano. Probabilmente un depistaggio.

Il mistero su Abraham si trascina per qualche mese e all’insaputa delle autorità perché i parenti si sono decisi a denunciarne la scomparsa solo in novembre. Una volta informata, la polizia tiene d’occhio Dee Dee Moore. E scopre che la consulente ha corrotto anche un agente nella speranza di tenere lontani i sospetti. Gli indizi, però, sono tanti e la vicenda dei soldi svaniti possono rappresentare un movente. Venerdì, gli investigatori raggiungono la residenza di Shar Krasniqi, avvocato e fidanzato della donna. Con l’aiuto di rilevatori scavano per alcune ore nel cortile e, finalmente, sotto uno strato di cemento trovano i resti del camionista. In attesa dei risultati dell’autopsia, Dee Dee è definita «una persona di interesse». Forse manca ancora qualcosa per accusarla di omicidio.

Guido Olimpio
31 gennaio 2010